Chiese ed edifici religiosi – La Kinzica http://www.lakinzica.it Magazine di informazione turistica e culturale su Pisa e Provincia Wed, 17 Jul 2019 14:45:36 +0000 en-US hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.9.13 La nuova San Torpé https://www.lakinzica.it/monmenti-pisa-chiesa-di-san-torp Fri, 18 Jul 2014 07:01:09 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=44139 "la Madonna col Bambino Sant'Anna e San Torpè" di Francesco Vanni dipinto conservato nella Chiesa di San Torpé recentemente restaturata

“la Madonna col Bambino Sant’Anna e San Torpè” di Francesco Vanni dipinto conservato nella Chiesa di San Torpé recentemente restaturata

La messa del 16 Luglio officiata dall’Arcivescovo di Pisa Giovanni Paolo Benotto, ha ufficialmente inaugurato il restauro della chiesa di San Torpè realizzato, con il contributo di Fondazione Pisa, al fine di arrestare il degrado e rimuoverne la causa (una forte umidità). La chiesa pisana è una delle due in Italia dedicate al Santo (Torpé, Torpete o Tropez, martire cristiano ucciso per decapitazione ai tempi dell’Antica Roma): l’altra è a Genova (San Torpete).

Torpè, ufficiale dell’esercito romano ai tempi di Nerone (68 d.C) dopo essersi convertito al cristianesimo, si rifiutò di abiurare. Dopo essere stato sottoposto a torture, fu decapitato presso la foce dell’Arno. Il corpo, abbandonato su una barca insieme a un cane e ad un gallo, simboli dell’oltraggio fatto all’imperatore, fu trasportato dal mare fino alle coste francesi. Dal Santo hanno preso il nome il golfo e la città di Saint Tropez. Tra i miracoli “riconosciuti” al Santo ci sarebbe la liberazione dalla peste che nel 1633 stava devastando la città della Torre

La chiesa di San Torpè sarebbe stata fondata secondo una teoria da Guido da Caprona tra il 1130 e il 1150, o secondo l’altra ipotesi più accreditata dall’arcivescovo Federico Visconti tra il 1254 e il 1260 quando trasferì a Pisa la reliquia della testa del santo.  È noto invece che chiesa e attiguo convento ospitarono vari ordini religiosi (gli Umiliati fino al 1584, i frati di S. Francesco di Paola fino alle soppressioni del 1784, quindi i Vallombrosani e i Certosini).
Quando poi 1816 i Carmelitani Scalzi subentrano in San Torpé, trovarono chiesa e convento in stato di abbandonoe commissionarono all’ingegnere Gioacchino Rossini il restauro e la ristrutturazione del complesso.

La chiesa di San Torpè è un piccolo gioiellino: l’interno a una navata è ricco di stucchi in stile “barocco” e conserva tele  del XVII secolo quali “la Madonna col Bambino Sant’Anna e San Torpè” di Francesco Vanni, la “Conversione di Giovanni Guadalberto” di Giovanni di San Giovanni e  “San Carlo Borromeo ed episodi della sua vita” di Giovanni Stefano Marucelli.

Chiesa di San Torpé – Largo del Parlascio Pisa
Orario di visita: ogni giorno dalle 7:00 alle 12:00 e dalle 16:00 alle 19:30

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Il Battistero di San Giovanni https://www.lakinzica.it/il-battistero-di-san-giovanni-a-volterra Thu, 10 Jan 2013 22:21:27 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=30945

L'interno del Battistero di Volterra (foto D.Papalini)

Il Battistero di San Giovanni, costruito nella seconda metà del Duecento, sorge di fronte al Duomo di Volterra e si caratterizza per l’aspetto massiccio e la pianta ottogonale con rifinitura a cupola. Rivestito di fasce marmoree verdi e bianche sul lato che si affaccia sulla cattedrale, presenta un portale romanico che documenta la presenza a Volterra di un maestro che trovò evidente ispirazione in Nicola Pisano. I capitelli delle colonne dei pilastri e degli stipiti sono scolpiti con motivi di foglie d’acanto, figure di animali e teste umane. Completano la facciata una monofora e, nell’architrave, Teste di Gesù, di Maria e degli Apostoli. In ciascuna facciata si trovano strette finestre e una semplice cornice percorre l’intero perimetro.

All’interno sei nicchioni e otto monofore scandiscono uno spazio la cui cupola, del primo Cinquecento, non combacia con le colonne poste agli angoli dell’ottagono. Oltre all’acquasantiera ricavata da un cippo etrusco che appare sul lato destro, all’interno del Battistero sono custodite alcune significative opere cinquecentesche: le sculture dell’altare, disegnate e decorate da Mino da Fiesole ed eseguite da Jacopo e Franco di Alessandro Balsimelli da Settignano (1500), la tavola rappresentante l’Ascensione, di Nicolò Cercignani da Pomarance (1591), posta sopra l’altare. E, nella nicchia a destra, è conservato un antico fonte battesimale di Andrea Sansovino (1502): i cinque rilievi marmorei che lo decorano rappresentano la Fede, la Speranza, la Carità, il battesimo di Cristo e la Giustizia. Il più tardo e imponente fonte battesimale che si staglia nel centro è di Giovanni Vaccà (1759) e fu donato dal prelato Francesco Selvatico dei conti Guidi.

Orari visita: tutti i giorni ore 8.30-12.30 e 15.00-18.00 (il venerdì dalle ore 16.00)

Per informazioni: Consorzio Turismo Volterra tel. 0588 87257

 

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San Michele Arcangelo https://www.lakinzica.it/chiesa-di-san-michele-arcangelo-a-volterra Thu, 10 Jan 2013 07:34:21 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=30938

Madonna col Bambino in terracotta smaltata di Giovanni della Robbia

Passeggiando tra le principali attrazioni storico-artistiche di Volterra, ci si può facilmente imbattere nella chiesa di San Michele Arcangelo che si affaccia sulla piccola piazza omonima tra Via Guarnacci e Via de’ Sarti, nel pieno centro della cittadina. Eretta in sobrio stile romanico-pisano intorno al 1284 (si nomina per la prima volta nel 987), presenta una facciata a capanna arricchita nel registro inferiore da una serie di archeggiature a strisce bicrome di marmo, appoggiate su eleganti capitelli. Al centro della facciata di apre un profondo portale con capitelli a motivi floreali e antropomorfi, interrotto all’altezza del cornicione dagli stemmi gigliati di casa Farnese. Nella lunetta sull’architrave si trova una copia del gruppo marmoreo della Vergine col Bambino del XIV secolo, il cui originale è conservato nel Museo Diocesano di Arte Sacra.

L’interno, a navata unica, è stato ampiamente rimaneggiato fra il 1826 e il 1827: nel presbiterio primeggia sul lato sinistro un tabernacolo marmoreo scolpito da Balsimelli di Settignano, artista fiorentino del XV sec., che contiene una “Madonna col Bambino” in terracotta smaltata di Giovanni della Robbia. Figlio di Andrea della Robbia e pronipote di Luca della Robbia, Giovanni si specializzò nella tecnica della ceramica policroma invetriata, specialità della bottega di famiglia, aggiungendo nuovi colori alla tradizionale bicromia del blu e del bianco dei suoi predecessori.

Completano la navata una tavola di Nicolò Cercignani detto il Pomarancio raffigurante l’Angelo Custode, una “Sacra Famiglia” del Maratta e la “Madonna del Riscatto”, affresco staccato (XV secolo) attribuito a Cenni di Francesco.

La chiesa è aperta in occasione della messa tutti i giorni alle ore 18:00 e la domenica anche alle ore 8:00.

Per informazioni: Diocesi di Volterra tel. 0588 9781

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Il Duomo di Volterra https://www.lakinzica.it/il-duomo-di-volterra Wed, 09 Jan 2013 07:11:56 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=30956

La deposizione lignea di autore ignoto, capolavoro della scultura romanica conservata nel Duomo di Volterra

Il Duomo di Volterra, con due ingressi di cui uno dalla centralissima Piazza dei Priori, custodisce opere di grande inetresse.  Costruito nel 1120 su una preesistente chiesa dedicata a Santa Maria, vide un ampliamento nella seconda metà del secolo su progetto – secondo quanto riporta il Vasari – di Nicola Pisano. Alcune modifiche furono effettuate nel corso del Cinquecento e restauri nel 1842-43.

Una cornice a trecce e fiori percorre e divide orizzontalmente la facciata a salienti, distribuita verticalmente in tre comparti scandite da grandi lesene quadrangolari di tipo lombardo. Il portale marmoreo e la lunetta a tarsie geometriche intrecciano materiale di recupero di epoca romana e sono sormontati da una cornice a tutto sesto scolpita, da rosone e due oculi. Sulla sinistra la cappella dell’Addolorata prolunga la facciata, con eleganti monofore, mentre sul fondo si innalza il campanile quadrangolare, aperto da tre ordini di bifore, riedificato nel 1493 e successivamente abbassato di un piano per ragioni di stabilità.

L’interno presenta struttura e impianto di matrice romanica a croce latina, a tre navate, sebbene attualmente prevalga un aspetto tardo-rinascimentale, risultato di diversi interventi.
Ai primi decenni del Cinquecento risalgono i disegni dei sei altari che compongono le due navate, in pietra di Montecatini, formati da un grande arco cassettonato, con festoni di fiori e frutta centrali, stemmi ed emblemi. Nel 1580-84 su iniziativa del vescovo Serguidi i capitelli delle ventidue colonne furono fatti ritoccare e poi rivestire di stucco e nello stesso periodo fu eseguito il soffitto a cassettoni con figure di santi e stemmi nobiliari, disegnato e messo in opera da Francesco Capriani, intagliato da Jacopo Pavolini da Castelfiorentino e pitturato da Fulvo della Tuccia. I lavori ottocenteschi di restauro diedero al tempio l’aspetto attuale di finte lastre bianche e grigiastre e restauri novecenteschi eliminarono gli organi cinquecenteschi e portarono il transetto alla forma gotica attuale.

Sopra l’altare maggiore si eleva l’elegante ciborio di Mino da Fiesole (1471), a forma di tempietto. Ai lati, sopra due colonne tortili del XII secolo, sono collocati due angeli cerifori attribuiti allo stesso autore. Dietro si apre la cappella maggiore col coro ligneo (del 1404), i cui stalli canonicali, di forme gotiche e intarsi, sono opera di maestranze toscane della fine del XIV secolo. La molte cappelle conservano reliquie e opere pregevoli quali la scultura lignea quattrocentesca di Francesco di Valdambrino, le tele di Domenico Zampieir detto il Domenichino, Matteo Rosselli e Francesco Curradi e quella di Jacopo Chimenti detto l’Empoli raffigurante San Carlo in preghiera davanti alla Vergine. Ma tra tutte spicca il gruppo ligneo policromo della Deposizione (1228), capolavoro della scultura romanica, di ignoto scultore volterrano. Consta di cinque figure: oltre al Cristo, la Madonna, san Giovanni Evangelista, Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo. Per la sua datazione viene citato un documento datato 3 gennaio 1228 nel quale il vescovo di Volterra Pagano concedeva indulgenze a chi avesse contribuito al pagamento delle spese per la realizzazione dell’ opera. I volterrani aderirono all’iniziativa e la cappella venne consacrata il 24 settembre dello stesso anno. Un’altra cappella custodisce entro nicchie seicentesche due gruppi statuari in terracotta dipinta attribuiti a Giovanni della Robbia: una Epifania e il Presepio, che ha come sfondo l’affresco della Cavalcata dei Magi di Benozzo Gozzoli. Nella navata di sinistra si erge il pergamo del XII secolo, rimaneggiato nel 1584, opera probabilmente dello scultore pisano Bonamico: la cassa, sostenuta da quattro leoni stilofori, presenta tre formelle di mani diverse, con un Sacrificio di Abramo, un’Ultima Cena e una Annunciazione con Visitazione.

Orari visita: tutti i giorni ore 8.30-12.30 e 15.00-18.00 (il venerdì dalle ore 16.00)

Per informazioni: Consorzio Turismo Volterra tel. 0588 87257

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L’Oratorio di San Giovanni Battista https://www.lakinzica.it/monumenti-pisa-oratorio-di-san-giovanni-battista-cascina Thu, 12 Apr 2012 08:59:31 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=20944 L’Oratorio di San Giovanni Battista si affaccia sul corso principale di Cascina, Corso Matteotti. Il piccolo edificio, appartiene al complesso della Pieve Romanica di Santa Maria Assunta. L’Oratorio fu fatto costruire alla fine del Trecento dal nobile pisano Bartolo Palmieri da Cascina, appartenente all’Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, che commissionò anche l’imponente ciclo di affreschi interni. L’Oratorio appartenne inizialmente ai Cavalieri di Rodi, poi Cavalieri di Malta e, dopo un successivo periodo di semi-abbandono durante il quale fu adibito a magazzino e falegnameria, nel 1919 divenne di proprietà delle Suore Teresiane di San Martino.

La semplice struttura quadrangolare in laterizio ha un interno a navata unica, suddivisa in due campate di uguale misura e coperte con volte a crociera. L’interno di questo monumento pisano è interamente decorato dal sorprendente ciclo di affreschi dipinti nel 1398 dal pittore senese Martino di Bartolomeo (autore di affreschi presenti nel Duomo di Siena), raffiguranti storie dell’Antico Testamento, scandite da raffigurazioni di Santi, Profeti, Evangelisti, Allegorie religiose e figure dello Zodiaco. Il ciclo figurativo aveva la funzione di “libro” religioso per i fedeli poveri e analfabeti. L’ottimo stato di conservazione degli affreschi è dovuto a un primo restauro negli anni Venti per mano del pittore fiorentino Tommaso Baldini e al più recente restauro a cura delle amministrazioni locali e della Sovrintendenza.

L’Oratorio di San Giovanni Battista è visitabile i venerdì mattina dalle 8:00 alle 12:00
L'Esterno dell'Oratorio di San Giovanni Battista a Cascina Un particolare degli affreschi interni realizzati da Martino di Bartolomeo Gli splendidi affreschi trecenteschi dell'interno
Oratorio di San Giovanni Battista – Corso Matteotti Cascina

Per informazioni
Parrocchia di Cascina
Tel. 050701535
web www.parrocchiacascina.it
 


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Il complesso della pieve romanica di Santa Maria Assunta https://www.lakinzica.it/monumenti-pisa-la-pieve-di-santa-maria-assunta-a-cascina Thu, 05 Apr 2012 08:24:54 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=20686 Alla pieve romanica di Santa Maria Assunta, edificata alla fine del XI secolo su un presistente chiesa del IX secolo, si deve la nascita del borgo di Cascina. Interessante è l’assetto attuale del complesso della pieve che include vari edifici di culto raccolti intorno alla piazza: la pieve romanica, affiancata dalla barocca Cappella del SS. Sacramento (comunicante con la pieve dall’interno), il campanile antistante e l’adiacente Oratorio di Santa Croce.

La facciata della pieve, a capanna, rispetta gli stilemi del romanico pisano: è suddivisa in arcate cieche con sobrie decorazioni a losanga e intarsi marmorei: la fascia inferiore presenta cinque arcate, di cui tre incorniciano i portali e due sono decorate con rombi gradonati. La fascia superiore della facciata presenta tre arcate cieche di minore dimensione, quella centrale con bifora e le due laterali con rombi gradonati. Il timpano triangolare presenta due oculi e una croce centrale, in intarsio marmoreo. Sulla fiancata esterna meridionale è visibile un’iscrizione latina: “Federico II Re di Sicilia”, dovuta al riuso della pietra, proveniente dal meridione.
L’interno di questo monumento pisano conserva la semplicità della struttura romanica, a pianta basilicale con abside centrale e tre navate, suddivise da due pilastri centrali e da colonne monolitiche in granito rosa e marmo, decorate da capitelli corinzi e compositi.  Tra le opere più pregiate della parte medievale, ci sono un’acquasantiera del XII secolo con sculture romaniche, un frammento di affresco trecentesco raffigurante la Madonna con Bambino e una terracotta con Madonna e Bambino dello scultore quattrocentesco Benedetto da Maiano, . Dalla navata sinistra si accede alla Cappella tardo barocca del SS. Sacramento. Tra le opere della Cappella spicca una pregevole tela di Scuola Lucchese della fine del Seicento, raffigurante S. Caterina da Siena in atto di assistere gli ammalati.

Il campanile, separato dal corpo della pieve, fu edificato nel XII secolo con conci di calcare di Uliveto e ricostruito nella parte superiore in laterizio, alla fine del Duecento. A pianta quadrata, ha una struttura semplice e massiccia, priva di decorazioni, con apice a struttura piramidale.  L’adiacente Oratorio di Santa Croce è il secondo Oratorio di Cascina, dopo il trecentesco Oratorio di San Giovanni Battista. In stile barocco, presenta una ricca decorazione in stucchi. Fu sede della Confraternita di S. Croce e nel 1785 fu adibito a Battistero della Pieve, in seguito alla chiusura dell’Oratorio di S. Giovanni.

L'esterno della Pieve di Santa Maria Assunta a Cascina L'interno del barocco Oratorio di Santa Croce Le navate della Pieve di Santa Maria Assunta

La pieve romanica di Santa Maria Assunta tutte le mattine dalle 8:00 alle 12:00,

Per informazioni
Parrocchia di Cascina
tel. 050 701535
web www.parrocchiacascina.it


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La Chiesa di San Giorgio a Bibbiano https://www.lakinzica.it/la-chiesa-di-san-giorgio-a-bibbiano Thu, 09 Feb 2012 17:23:15 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=18134 La Chiesa di San Giorgio a Bibbiano si trova nell’omonimo paese a circa 3 km da Cascina. La documentazione più antica nella quale risulta citata è un atto del 12 aprile 970, con cui il vescovo di Pisa Alberico concesse la metà dei terreni, delle rendite e delle case appartenenti alla Chiesa, alle Pievi di San Giovanni e Santa Maria Assunta a Cascina.

La Chiesa è dedicata a San Giorgio, santo e martire vissuto in Israele nel III secolo e venerato fin dal IV secolo. Il suo culto è avvolto da più leggende legate in particolare alle Crociate e al mondo medievale cavalleresco. Fu nel Medioevo che la lotta di San Giorgio (combattente e martire) contro il drago divenne il simbolo della lotta del bene contro il male, secondo gli ideali cavallereschi.

La struttura dell’edificio è quella tipica del Romanico pisano: la forma è semplice e spoglia di decorazioni e il materiale utilizzato nella costruzione è il calcare cavernoso e verrucano, in grandi blocchi regolari sovrapposti in forma alterna. La facciata è curiosamente rivolta a mezzogiorno e presenta su un unico asse verticale centrale il portone d’ingresso sovrastato da tettoia, una bifora cieca e una bifora a vela che chiude in forma tronca il vertice della stessa facciata. La bifora a vela venne aggiunta nel 1603 e sulle colonne che la sostengono si trovano dei bassorilievi che rievocano la lotta di San Giorgio con il drago. Il Santo è raffigurato anche nella lunetta in terracotta che si trova sopra il portone d’ingresso.  Sul lato destro inferiore della facciata è visibile una lapide che ricorda l’altezza alla quale arrivarono le acque dell’Arno durante l’alluvione del 1855. L’interno è a navata unica, di ampie dimensioni, con abside centrale. Lungo le pareti si trovano alcuni tabernacoli tardi con figure lignee di Santi, tra i quali San Giorgio.

La Chiesa si può visitare prima dell’inizio delle funzioni della Messa che si tengono i martedì e giovedì alle ore 8.30 e le domeniche alle ore 9.30.

L'interno di San Giorgio a Bibbiano La Lunetta di terracotta sopra la facciata

Per informazioni: tel. 050 741435
Indirizzo: Via Santa Maria 25, Località San Giorgio a Bibbiano, Comune di Cascina (PI)


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La barocca Santa Marta https://www.lakinzica.it/monumenti-pisa-chiesa-di-santa-marta-pisa Fri, 13 Jan 2012 10:53:53 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=16542 Santa Marta a Pisa

La facciata della chiesa pisana di Santa Marta

Il 14 gennaio (ore 16:30) verrà inaugurata la nuova facciata restaurata di Santa Marta, la chiesa situata nell’omonima via che collega il Ponte della Fortezza con Piazza delle Gondole. La santa alla quale la chiesa deve il nome è Marta, sorella di Maria Maddalena e Lazzaro. Secondo la tradizione, dopo la resurrezione di Cristo Marta approdò nella odierna Francia e precisamente in Camargue che liberò dalla presenza di un terribile mostro, il Tarasque (creatura con il muso di leone, il corpo simile al carapace di una tartaruga e la coda di drago), raffigurato oggi in una celebre statua a Tarascona, cittadina francese della Provenza che deve proprio il suo nome alla famelica creatura.

La chiesa di Santa Marta fu edificata nella prima metà del XIV secolo per volontà di Domenico Cavalca, dotto pisano che fu uno dei primi autori, se non il primo, a impiegare la lingua volgare italiana in prosa per tradurre i testi latini che raccontavano delle vite dei santi. Anticamente era detta chiesa di S. Viviana in Suarta dal nome del quartiere in cui sorgeva ed in ricordo dell’antica chiesa situata nell’odierna via Bibbiana. L’edificio deve il suo attuale aspetto, e l’interno barocco, ai massicci stravolgimenti architettonici alla quale la chiesa è stata sottoposta nel XVIII secolo. Insieme alla chiesa di San Paolo all’Orto alla chiesa della Certosa di Pisa a Calci, l’edificio è uno dei monumenti pisani più rappresentativi dello stile barocco.

La semplice facciata intonacata presenta delle decorazioni agli angoli e dei profili sagomati che circondano il portone di ingresso. Una volta varcato il portone si è accolti dal grazioso interno a una navata impreziosito da stucchi e capitelli. Nella controfacciata è posto il “La Madonna col bambino tra i S.S. Caterina e Domenico” di Livio Lomi mentre a sinistra in prossimità del fonte battesimale è situata la tela seicentesca “Madonna col bambino e Angeli” e sopra l’altare in marmo “Santa Marta che chiede la resurrezione di Lazzaro” di Giovanni Battista Tempesti (1770 circa). Sulla parete opposta, la destra, sopra l’altro altare “Adorazione dei pastori” di Lorenzo Pecheux (1779).
Sopra l’altare centrale c’è invece l’opera più interessante presente nella chiesa: una croce dipinta, datata tra il 1280 e il 1290: il “Crocifisso con Storie della passione” di un autore ignoto (il Maestro della Croce di Santa Marta).

La chiesa è visitabile la mattina (10:00/12:00 circa) e la domenica prima e dopo la messa.

Chiesa di Santa Marta
via santa Marta


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San Miniato a Marcianella https://www.lakinzica.it/chiesa-di-san-miniato-a-marcianella Thu, 29 Dec 2011 15:48:45 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=15830

San Miniato a Marcianella

La chiesa di S. Miniato a Marcianella (località del comune di Cascina, prossima alla via Toscoromagnola) è un autentico gioiello dell’arte Romanica del X secolo e uno dei monumenti pisani meno noti.

Adagiata su un manto di prato verde e incorniciata da due filari di alti cipressi, la piccola chiesa di forma rettangolare riserva al visitatore un primo impatto di grande suggestione e insieme di raccolta intimità.

L’edificio è costruito in bozze regolari di verrucano: sulla stretta facciata si erge un agile campanile a vela con campana e l’unico ingresso centrale è incorniciato da una lunetta cieca priva di decorazioni e, più in alto, da una feritoia a forma di croce. Lungo i fianchi altrettanto austeri si aprono cinque semplici monofore, anch’esse a feritoia.

La piccola chiesa dedicata a San Miniato è documentata per la prima volta in una pergamena del 1011 ma fu probabilmente intorno al 970 sulle fondamenta di una chiesa o tempio pagano preesistente, o forse sopra una casa romana. Si narra che San Miniato venne edificata nella stessa località dove già si trovava la chiesa di San Michele, a causa delle frequenti alluvioni dell’Arno. In seguito a una grave esondazione del fiume il paese di Marciana venne diviso in due dalla nuova ansa del corso d’acqua e alcuni abitanti non poteremo più assistere alle celebrazioni religiose. Nacque così San Miniato a Marcianella. Nel giugno 2011 sono stati celebrati i mille anni dalla nascita della chiesa.

L’interno, ad aula unica con zona presbiteriale rialzata e soffitto a capriate, è semplice e spoglio ma custodisce alcuni elementi d’interesse, come la caratteristica acquasantiera ricavata da una colonna di granito reimpiegata e il maestoso dipinto cinquecentesco sull’altare, raffigurante la Madonna tra san Miniato e san Giovanni (o santa Maddalena), eseguito tra il 1565 e il 1580 dal pittore fiammingo Giulio di Giovan Pietro Molinginato, artista documentato a Pisa e nel territorio circostante.

La Chiesa di San Miniato è aperta in linea generale la domenica mattina.
Indirizzo: Via Macchierella 11, località Marciana, Cascina (PI)


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San Benedetto a Settimo https://www.lakinzica.it/monumenti-pisa-chiesa-san-benedetto-a-settimo Thu, 22 Dec 2011 11:30:00 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=15462 La chiesa di San Benedetto a Settimo (si trova lungo la strada statale Tosco-Romagnola, nella frazione di San Benedetto a Settimo, nel Comune di Cascina) è nota anche come la Chiesa della Madonna del Piano per l’omonima icona conservata al suo interno. Attesta dall’anno 861 fu riedificata nel 1540 e venne concessa in uso ai Serviti, un ordine mendicante della Chiesa cattolica fondato a Firenze nel XIII secolo.

L’aspetto attuale dell’esterno e di buona parte degli interni è dovuto alle ristrutturazioni ottocentesche mentre della struttura cinquecentesca si conservano le pareti interne e gli stipiti della porta laterale. La Chiesa ha una navata unica con soffitto ligneo a capriate ed è decorata da numerosi affreschi del 1500 e da pitture settecentesche e ottocentesche che sono riemerse, durante i restauri del soffitto, sull’arco dell’altare, nella parte interna della facciata e lungo la balconata che sostiene l’organo.

Oltre all’icona della Madonna del Piano San Benedetto a Settimo conserva alcune pregiate opere medievali: la tavola trecentesca su fondo oro con la Madonna delle ciliegie, attribuita a Francesco Neri da Volterra e il raro Paliotto in alabastro di fattura inglese del Trecento, policromato e dorato, con formelle che raffigurano i Santi, l’Assunzione e Scene cristologiche, di cui esistono in Italia solo altre tre opere analoghe, custodite a Napoli, a Venezia e a Ferrara. Il paliotto è posto alla base dell’altare maggiore e alcune figure appartenente allo stesso sono state collocate nel vano che accoglie un antico fonte battesimale in marmo, posto sul lato sinistro dell’ingresso. Si trovano nella Chiesa anche una tavola cinquecentesca raffigurante i Santi Pietro e Filippo Benizzi del pittore manierista Pier Francesco Foschi, allievo di Andrea del Sarto e di Pontormo e affreschi di Giuliano Castellani detto il Sollazzino, attivo nel XVI secolo tra Firenze, Pistoia e Pisa.
Tutte le opere sono ottimamente conservate e la Chiesa, un monumento pisano immeritatamente poco noto, merita una invece una visita approfondita.
La facciata della chiesa L'interno di San Benedetto a Settimo I graziosi affreschi in una Lunetta dell'Interno La Madonna delle Ciliegie di Francesco Neri da Volterra La tavola quinquecentesca e l'icona trecentesca Il Paliotto in alabastro

La Chiesa è aperta tutte le domeniche per la funzione della messa alle ore 11.00.
Per informazioni: Tel. 050 740711 ‎(Don Cardilli)
Indirizzo: Via Tosco-Romagnola n. 800, Cascina (PI)


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L’eremo di Santa Maria in Castello https://www.lakinzica.it/leremo-di-santa-maria-in-castello-vecchiano Tue, 22 Nov 2011 10:20:13 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=13401

L'ingresso alla chiesa di S.Maria in Castello, Vecchiano

Santa Maria in Castello è un complesso originariamente fortificato che si erge su uno sperone di roccia sopra il paese di Vecchiano, dominando la Valle del Serchio e la piana di Filettole.

La prima fortificazione fu edificata alla fine dell’XI secolo, quando Lucca iniziò a invadere la bassa Val di Serchio e i punti nevralgici di confine tra Pisa e Lucca furono dotati di castelli e torri difensive. La più antica testimonianza del Castello di Vecchiano è un documento del 1092 nel quale il vescovo di Pisa Daiberto chiede ad alcune famiglie dei Longobardi pisani di difendere il territorio dalle mire espansionistiche e dai soprusi di alcune casate locali.

Grazie alla sua posizione strategica, il castello divenne a partire dal XIII secolo un importante baluardo difensivo durante le guerre tra Pisa e le città guelfe e venne più volte conteso tra Repubblica Pisana, Lucchesi, Fiorentini e persino dai Milanesi, subendo danni e parziali restauri. Con l’avvento del Granducato di Toscana, la rocca perse la sua importanza militare e il patronato del castello venne concesso per via ereditaria ai patrizi pisani Bocca Gaetani, ai quali subentrarono gli Agostini Della Seta  ancora oggi proprietari del castello.

Dell’intero complesso restano oggi la piccola Chiesa di Santa Maria e dei resti della fortificazione: la metà inferiore della torre, il lato nord del recinto esterno con due basi di bastioni agli angoli est ed ovest, tratti del recinto esterno sud-ovest, l’impianto delle cisterne.

La Chiesa fu realizzata nel 1120 dall’unione tra una precedente piccola cappella e la torre del castello, poi abbattuta nel Seicento: sulla parete esterna è ancora ben visibile l’unione tra le diverse mura della cappella e della torre. L’attuale struttura del santuario risale ad un ampliamento databile tra il XVI e il XVII secolo, secondo quanto documentato dai ritrovamenti di mura cinquecentesche nel loggiato e di frammenti di intonaco e pitture all’interno della chiesa. La chiesa ha subito gravi danni durante il secondo conflitto mondiale (vi passava la linea Gotica) ed è stata restaurata grazie all’iniziativa del pievano Don Gino Barzacchini e di un comitato cittadino e, successivamente, del Gruppo Archeologico Vecchianese, che dal 1991 si prende attivamente cura del sito. L’ultimo rettore che visse nell’eremo fu Cesare Del Chiocca di Rigoli, nel 1858.  S. Maria è diventata Santuario durante il Giubileo del 2000.

Purtroppo questo monumento pisano è stato facile preda di saccheggi e atti vandalici. L’altare maggiore è stato distrutto (quello attuale è molto recente), molte lapidi di sepolture di notabili della zona sono state danneggiate e in parte disperse. Alcune, ritrovate nella zona, sono state recuperate e sono oggi custodite all’interno della Chiesa. Tra i reperti ritrovati c’è una lapide in pietra con epigrafe seicentesca, che ricorda il patrono e rettore della chiesa di Santa Maria in Castello, Giuseppe Bocca, che ne fu alla guida dal 1569 al 1618.

All’interno della chiesa, sulla parete sinistra, sono visibili i resti di affreschi risalenti rispettivamente al Seicento, Settecento e Ottocento. La Chiesa custodiva un’immagine votiva di Maria Vergine ritenuta miracolosa (una lapide all’esterno della chiesa ricorda la liberazione dalla febbre gialla durante l’epidemia del 1804) trafugata durante la Seconda Guerra Mondiale. Alle pareti sinistra e destra si trovano due recenti dipinti raffiguranti Sant’Alessandro e Sant’Antano.

 

Visite
Il Gruppo Archeologico Vecchianese e l’Associazione Studi e Ricerche Storico Archeologiche tengono aperto l’eremo tutti i sabati pomeriggio, a partire dalle ore 15.30 e spesso anche le domeniche pomeriggio. Per visite in orari diversi occorre contattare il Gruppo.

Per Informazioni
Gruppo Archeologico Vecchianese
Cell. 347 5252087/ 333 6454255/ 347 5390614 / 340 2692545
E-mail: gruppoarcheologicovecchianese@hotmail.com
Per informazioni sulle funzioni liturgiche: Don Renato Melani Tel. 050 868308.

Santa Maria in Castello
Via del Santuario n. 19, Vecchiano (PI)


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Badia di San Savino https://www.lakinzica.it/badia-di-san-savino-montione-cascina Mon, 14 Nov 2011 11:32:16 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=12852 L’abbazia di San Savino, nota come “Badia”, si trova in una splendida posizione panoramica tra l’argine del fiume Arno e la via Tosco-romagnola, in località Montione appena all’interno del comune di Cascina.

Il monastero di San Savino fu fondato nel 780 in un luogo diverso da quello odierno (sulla riva opposta dell’Arno e più a nord, tra Calci e Caprona), dove fu distrutto da un’inondazione nel 1122. La sua ricostruzione avvenne in due fasi successive nel corso del XII secolo, scegliendo la posizione attuale. Il monastero originario era stato costruito grazie alla donazione di tre fratelli di origine longobarda, Gumberto, Ildiberto e Gumbardo, che lasciarono al Monastero le loro terre e beni immobili, dislocati nelle diocesi di Pisa, Firenze e Lucca. Gumberto fu il primo abate e la regola adottata fu inizialmente quella benedettina, poi quella camaldolese. Nel corso dei secoli il nuovo monastero diventò ricco : il suo vasto patrimonio fondiario,e l’opulenza, insieme alla posizione strategica (sulla strada che collegava Firenze e Pisa), rese però l’insediamento facile preda di saccheggi e razzie (e per questo motivo fu fortificato). Proprio nel territorio di San Savino fu combattuta la famosa battaglia di Cascina, nella quale nel 1364 i pisani furono duramente sconfitti dai fiorentini. Ormai decaduta, durante il dominio dei Medici l’abbazia fu assegnata all’Ordine di Santo Stefano e alla fine del 1700 tutto il complesso fu acquistato da una ricca famiglia della zona.

L’ampio complesso fortificato, uno dei monumenti di Pisa e località limitrofe più suggestivi e allo stesso tempo più ignorati, si articola su due piani: un piano terra che ospitava i locali di servizio (magazzini, cantine e stalle) e un piano superiore dove vivevano i monaci. L’intero borgo è adibito ancora oggi a fattoria e abitazioni. Molto suggestivo è l’ingresso al monastero: un ampio arco a tutto sesto introduce alla ripida scalinata con volta a botte e a crociera, che conduce all’intimo sagrato, davanti alla chiesa.

La chiesa, in esemplare stile romanico, è costruita con blocchi di calcare del Monte Pisano e presenta la tipica struttura monastica a croce latina con navata unica, volte a crociera (del secolo XII), abside semicircolare e soffitto a capanna. L’edificio ha un forte slancio verticale, accentuato dalla decorazione ad archetti e lesene della facciata e della parte absidale.

Tra le testimonianze più interessanti si trovano l’acquasantiera in marmo e alabastro ricavata da un cippo funerario etrusco, decorata con fregio nella parte superiore, e alcune antiche iscrizioni sui muri esterni. Sulla parete destra del sagrato è posta l’iscrizione relativa alla fondazione del chiostro (XIII° secolo) e su alcuni conci del muro esterno si trovano un’iscrizione funeraria dell’Abate Guido (XII° secolo) e una lapide funeraria in marmo bianco dell’Abate Martino e del Conte Tancredi, quest’ultimo forse identificabile con un Gherardesca morto prima del 1170.

Addossato al braccio nord del transetto sorge un massiccio campanile rettangolare, la cui sommità venne distrutta  nel 1944 dall’esercito tedesco in ritirata, per non lasciare punti di avvistamento. Il campanile è stato ricostruito in tempi recenti. Tra la chiesa e le abitazioni si trova ancora la cisterna del 1280, intorno alla quale si svolgeva la vita monastica. La cisterna era circondata dall’antico chiostro o “hortus conclusus”, sul quale si affacciavano tutti gli ambienti della vita monastica (celle, dormitori, cucina, refettorio, biblioteca, foresteria). Durante i secoli XVIII e XIX l’antico hortus fu in gran parte modificato per ricavarne un piazzale in selciato e nuove abitazioni.

Dopo un periodo di degrado e parziali cedimenti strutturali, è iniziato un graduale recupero dell’affascinate complesso, su iniziativa di privati, seppure con qualche difficoltà (come la recente controversia con il Comune di Cascina, per la discussa ristrutturazione e destinazione abitativa di un corpo adiacente alla Chiesa).

Il complesso della Badia San Savino è di proprietà privata ad eccezione della chiesa, di proprietà demaniale. L’accesso è libero e la chiesa rimane di solito aperta tutti i giorni, dal mattino a fine pomeriggio. La messa viene celebrata le domeniche alle ore 8:00 e alle ore 11:00, nei giorni feriali alle ore 17 (con l’ora solare) o alle ore 18:00 (con l’ora legale).

L'abside e il campanile della Badia di San Savino La navata interna La suggestiva gradinata di accesso alla chiesa La facciata della chiesa

Per Informazioni
Don Alberto Armellin (tel. 050 772645)
All’interno della chiesa sono presenti pannelli e documenti illustrativi sulla storia del complesso.

Badia di San Savino
Via Vecchia Fiorentina 256, Cascina (PI)


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La Pieve di san Marco (a Rigoli) https://www.lakinzica.it/pieve-di-san-marco-a-rigoli Tue, 08 Nov 2011 10:36:47 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=12101 Percorrendo l’antica strada che collega Pisa con Lucca e costeggia il Monte Pisano (l’antica Via Æmilia Scauri, oggi Strada Statale 12 dell’Abetone e del Brennero), poco dopo San Giuliano Terme si trova in località Rigoli la Pieve di San Marco, uno degli esempi più importanti del romanico pisano. La piccola ma maestosa Pieve ha lontanissime origini (VIII secolo) e presenta caratteristiche pre-romaniche e romaniche tra il IX e XII secolo, documentate dalle diverse tecniche costruttive e dai materiali utilizzati. La datazione della Pieve di San Marco è significativa perché nel’800, dopo l’incoronazione di Carlo Magno e la sua conversione al cristianesimo, vennero costruiti i primi edifici di culto cristiano nelle aree del Pisano, come quella sangiulianese, dominate dalle popolazioni barbariche fin dal crollo dell’Impero Romano.

La Pieve di San Marco (originariamente intitolata a San Pietro e San Giovanni Battista) è l’unica della zona ad avere una pianta a tre navate, scandite all’interno da pilastri e ciascuna con abside semicircolare: l’abside centrale ha dimensioni più ampie rispetto a quelle laterali e presenta tre monofore dalle quali filtra la luce all’interno. Sull’esterno dell’abside centrale, lungo le mensole degli archetti ciechi, si trovano decorazioni scultoree medievali con motivi vegetali e antropomorfi. La facciata è priva di decorazione e presenta tre portali. Il campanile in laterizio, che si erge sulla facciata, è stato ricostruito nel Settecento: quello originale fu distrutto nel XV secolo quando le truppe fiorentine conquistarono Rigoli. All’epoca della dominazione fiorentina, il piviere di San Marco mantenne sotto il suo controllo i due plebati più recenti di Fiettole e Vecchiano, per un totale di sedici parrocchie.

L’interno è austero e semplice. Un’importante testimonianza della sua origine come chiesa battesimale già in epoca altomedievale è la vasca battesimale di epoca longobarda (secoli VIII-IX): di forma rettangolare, è ricavata da un unico blocco di marmo e decorata con motivi simbolici a bassorilievo. All’interno si conserva copia di un dipinto ligneo trecentesco raffigurante la Madonna in trono e angeli, firmata dal pittore pisano Turino Vanni (XIV secolo). Il dipinto, che costituiva la parte centrale di un polittico destinato all’altare della famiglia Alliata, è oggi conservato presso il Museo Nazionale di San Matteo a Pisa.
La facciata della pieve di san Marco a Rigoli Il Fonte Battesimale longobardo L'esterno delle absidi L'interno della Pieve

La Pieve è aperta la domenica mattina per la funzione della messa alle ore 10.00.

Pieve di San Marco
Via Statale dell’Abetone 80, Rigoli (San Giuliano Terme, Pisa)


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La pieve di Santa Giulia https://www.lakinzica.it/pieve-di-santa-giulia-a-caprona Thu, 03 Nov 2011 08:56:10 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=12099 Lungo la strada che collega Pisa a Vicopisano (via Provinciale vicarese SP 2), poco dopo il bivio per Calci si scorge nella campagna la suggestiva Pieve di Santa Giulia situata quasi alle porte del centro abitato di Caprona.  Antichissima (la prima testimonianza della chiesa è del 1096 ma durante gli scavi effettuati negli anni Settanta sono emersi i resti di una chiesa risalente al IX-X secolo) Santa Giulia deve l’aspetto attuale ai lavori che nel XII secolo prevedevano l’ampliamento dell’edificio a tre navate. Il progetto non venne mai ultimato: fu edificata solo la navata sinistra, poi distrutta nel Cinquecento. Successivamente è stata aggiunta sul fianco settentrionale la seconda navata, demolita alla fine dell’Ottocento. La divisione tra le due navate, scandita da archi sorretti da pilastri è ancora visibile nelle colonne inglobate nei muri portanti della chiesa.

L’edificio è stato realizzato in pietre squadrate, sovrapposte quasi senza utilizzare la malta, secondo le tecniche murarie “da scalpellino” diffuse anche nel territorio intorno a Pisa. La chiesa ha una pianta a croce latina, con un’unica navata con abside semicircolare e copertura a capriate. Il campanile, la cui parte inferiore risale al XII secolo, si appoggia sul braccio destro del transetto.

La facciata della Pieve di Santa Giulia è delimitata lateralmente da semipilastri e presenta un timpano con oculo cieco. Il portale centrale con architrave è sovrastato da due oculi e un arco cieco. La facciata orientale con abside e la fiancata meridionale sono percorse dallo stesso cornicione impreziosito da archetti e mensole che presentano motivi animali, vegetali e antropomorfi.  Secondo alcune interpretazioni, i suggestivi volti maschili e femminili visibili sui capitelli delle colonne murate nel fianco meridionale raffigurerebbero i volti dei committenti che finanziarono la ricostruzione dell’edificio nel XII secolo.

L’interno è spoglio e semplice. Sul lato sinistro dell’unica navata si trovano gli archi che la separavano dall’antica piccola navata laterale e lungo le pareti rimangono tracce di affreschi e decorazioni ormai illeggibili. All’ingresso, sul lato sinistro, si erge il grande fonte battesimale ottagonale, in pietra monolitica, del XII secolo. Un’iscrizione medievale è leggibile lungo il bordo dell’austero altare maggiore con mensa datata 1152, proveniente dalla chiesa di San Michele alla Verruca chiesa e complesso monastico che versa in stato di colpevole abbandono nel monte della Verruca dei monti Pisani. Nel lato sinistro del transetto si trova un elegante organo realizzato nel 1738 dal lucchese Domenico Cacioli.

La Pieve è aperta la domenica mattina e in occasione di specifiche funzioni.

Il grazioso interno della Pieve di Santa Giulia La Pieve di Santa Giulia Il campanile

Pieve di Santa Giulia
Via S. Giulia, 5 (Via Argine dell’Arno), Caprona, Vicopisano, Pisa
Contatti Unità Parrocchiale di Caprona-Uliveto-Zambra Tel. 050/760804.


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Chiesa dei Santi Simone e Giuda https://www.lakinzica.it/chiesa-dei-santi-simone-e-giuda Mon, 17 Oct 2011 15:41:34 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=10570 La facciata e il campanile della Chiesa di San Simone e Giuda

La facciata e il campanile della Chiesa di San Simone e Giuda

La chiesa dei Santi Simone e Giuda si trova a Nodica, località del comune di Vecchiano, nella piana pisana.

L’attuale edificio fu costruito nei primi decenni dell’Ottocento sopra una preesistente chiesa medievale, della quale non restano oggi tracce se non il poderoso campanile trecentesco sul lato destro della facciata, in tipico laterizio rosso. Un’epigrafe data il campanile al 1319. La chiesa è una delle poche (sono una quindicina) dedicata in Italia a Giuda Taddeo (o Giuda di Giacomo).

La sobria facciata presenta un unico portale affiancato da due sottili finestre incavate e sormontato da una lunetta. L’interno della chiesa è ad aula unica, interamente decorata secondo il gusto neoclassico, con raffigurazioni della storia sacra e figure di santi. Il soffitto è a semplici capriate lignee.

Per informazioni: tel. 050/826025
Accesso gratuito

Chiesa dei Santi Simone e Giuda
Via Amedeo, 106,  Località Nodica, Vecchiano (Pisa)


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Pieve di Santa Maria e san Giovanni Battista (o Pieve di Pugnano) https://www.lakinzica.it/la-pieve-di-santa-maria-e-san-giovanni-battista-a-pugnano Mon, 17 Oct 2011 15:12:46 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=10561 Lungo la vecchia strada che collega Pisa e Lucca si incontra la pieve di Pugnano, intitolata a Santa Maria e a San Giovanni Battista, uno dei più antichi esempi del romanico pisano: la presenza della chiesa è documentata fin dal 1069. L’edificio mostra un’inconsueta struttura irregolare a due navate, dovuta alle diverse fasi costruttive, visibili sul fianco laterale occidentale. La pieve fu inizialmente progettata come un edificio a navata unica, utilizzando piccole pietre calcaree del Monte Pisano disposte secondo la tecnica costruttiva “a filaretto”.

La seconda navata venne aggiunta infatti “soltanto” nel XIII secolo: secondo gli storici l’aggiunta potrebbe essere dovuta all’intitolazione della chiesa a un secondo santo oppure alla necessità di ricavare uno spazio da adibire al rito battesimale.  L’interno a due navate si trova anche in altre pievi del territorio pisano: la chiesa di Sant’Alessandro a Vecchiano e la pieve di Santa Giulia a Caprona.

Sulla facciata si aprono due portali sormontati da semplici archi a sesto rialzato. L’esterno è sobrio e privo di decorazioni scultoree. La stessa semplicità caratterizza anche l’interno, dove le due navate sono separate da robusti pilastri e archi a tutto sesto. Il campanile originario, che sorgeva sul lato occidentale della chiesa, è stato abbattuto dalle truppe tedesche in ritirata durante la Seconda Guerra Mondiale.

All’interno si conservano un “Crocifisso ligneo” di scuola pisana del XIV Secolo e un antico fonte battesimale in pietra. La tavola medievale con “Madonna e bambino” del maestro pisano Neruccio di Federigo, risalente alla metà del XIV secolo, è stata trasferita all’Archivio Arcivescovile e se ne conserva oggi nella pieve una copia. L’immagine è nota come “Madonna scapigliata” per un’antica leggenda che narra un intervento provvidenziale della Madonna presso la Famiglia locale dei Casciani, durante una grave pestilenza. All’immagine votiva è legata anche la tradizione delle giovani bambine chierichetto (dalla lunga chioma): si tramanda infatti che in questa pieve per la prima volta in Italia furono scelti i chierichetti femmine. Il 5 Maggio di ogni anno si celebra infatti la festa dei chierichetti e dei bambini, legata alla tradizione della Pieve.
La facciata della Pieve di Pugnano L'interno della Pieve La Pieve di Santa Maria e San Giovanni Battista a Pugnano

Visite: la Pieve è aperta tutte le domeniche per la funzione della messa alle ore 10.00.
Per visite in giorni diversi è possibile contattare Padre Joy, cell. 392 9087400.

Pieve di Santa Maria e San Giovanni Battista
Indirizzo: Via Statale dell’Abetone 80, Rigoli (San Giuliano Terme, Pisa)


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Chiesa di Santa Cecilia https://www.lakinzica.it/chiesa-di-santa-cecilia-2 Tue, 24 May 2011 15:47:04 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=709 Pisa, Chiesa di Santa Cecilia

Chiesa di Santa Cecilia

Dedicata alla patrona della musica e dei musicisti, la Chiesa romanica di Santa Cecilia fu fondata attorno al 1103 dai monaci camaldolesi della vicina Chiesa di San Michele in Borgo, fu consacrata nel 1107 e completata nel corso del XIII secolo. L’esterno è in laterizio rosso su base di pietra marmorea, la facciata è a capanna ed è decorata da cornicione ad archetti e bacini ceramici di produzione islamica e pisana, i cui originali sono conservati al Museo Nazionale di San Matteo. Il portale è sormontato da una bifora, decorata con gli stemmi della famiglia Agostini della Seta, patrona della chiesa. L’interno, ad aula unica con copertura a capanna, è stata rimaneggiata nel Seicento: sulla destra si può vedere la robusta colonna romanica sulla quale poggia il campanile e sull’altare maggiore si trova il quadro Martirio di Santa Cecilia del senese Ventura Salimbeni (1607). Il campanile, nell’esterno a base quadrata, è rivestito di laterizio rosso (1236), ha due ordini di bifore e culmina a cuspide piramidale. La chiesa di Santa Cecilia è stata ampiamente ricostruita dopo i danni subiti nella seconda guerra mondiale.

 

 

 

Santa Cecilia
Angolo tra Via Santa Cecilia, 2 e Via San Francesco, 70

Accesso gratuito: i venerdì sera dalle 21.15 alle 23.00 (incontri del gruppo Rinnovamento nello Spirito)

 


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Santa Caterina d’Alessandria https://www.lakinzica.it/santa-caterina-d%e2%80%99alessandria-2 Tue, 24 May 2011 15:37:45 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=703 Pisa, chiesa di Santa Caterina d'Alessandria

Santa Caterina d'Alessandria

Sorge sull’omonima piazza questa la chiesa di Santa Caterina di Alessandria edificata dai frati domenicani a partire dalla metà del XIII secolo. La facciata marmorea presenta due ordini di loggette, un rosone (completamente rifatto nel XX secolo) e tre arcate.

L’interno, austero e gigantesco, è ricco di opere d’arte ha una pianta a croce latina e presenta una sola navata. Su entrambi i lati sono disposti altari e tele: tra le quali l’Apoteosi di San Tommaso d’Aquino di Lippo Memmi, (a sinistra presso il secondo altare) e Il martirio di Santa Caterina (la prima a destra) di Aurelio Lomi.

Sempre sulla navata sinistra si trova la monumentale Tomba dell’arcivescovo Simone Saltarelli (1342) di Nino e Andrea Pisano con rappresentazioni allegoriche della vita dell’alto prelato poste alla base del monumento.

Ai lati dell’ingresso della cappella maggiore vi sono le due statue Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunciata di Nino Pisano. Sotto all’altare maggiore si trova il “Sarcofago trecentesco” che una volta custodiva il corpo (ora nella chiesa di san Giuseppe) del beato Fra Giordano da Rivalto.  L’altare principale era impreziosito dal Polittico di Santa Caterina d’Alessandria di Simone Martini oggi conservato al Museo san Matteo.

Sulla destra si apre una “navatella” (testimonianza dei lavori di ingrandimento della chiesa poi interrotti) dalla quale si accede alla Cappella dei caduti dedicata ai pisani caduti in guerra con, dietro l’altare, la Pietà di Santi di Tito.

Sempre nella navatella c’è una cattedra seicentesca contenente un’altra cattedra più antica, dalla quale predicò San Tommaso d’Aquino.

Dalla parte opposta, in fondo al transetto sinistro è posta la Madonna tra i santi Pietro e Paolo di fra’ Bartolomeo (Baccio della Porta).

Santa Caterina d’Alessandria
Piazza Santa Caterina

Tel. 050/552883
Accesso: la chiesa è chiusa per restauri, altrimenti sarebbe visitabile dal lunedì al venerdì 8:00-12:30, 16:00-19:00.
domenica e festivi 8:00-12:30


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San Zeno https://www.lakinzica.it/san-zeno-2 Tue, 24 May 2011 15:32:24 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=699 Pisa, Facciata di San Zeno

La facciata dell'abbazia di San Zeno

Posta nella piazza omonima situata in prossimità della Porta dalla quale si dirama via San Zeno, è una chiesa edificata tra il XI e il XIII secolo annessa prima a un convento benedettino e poi a uno camaldolese. È stata costruita sopra un tempio pagano del V secolo in un’area che anticamente era chiamata “alle grotte” per la cospicua presenza di ruderi romani.

L’abbazia di san Zeno, oggi sconsacrata, ha un aspetto asimmetrico a causa alle sostanziose trasformazioni subite dall’edificio nel XV secolo e successivamente: la chiesa poggia su un’aula con porticato e biforio d’ingresso, la facciata ha tre bifore diseguali e le due navate hanno larghezza e dimensioni diverse.

L’interno in marmo e in pietra ha una pianta basilicale ed è asimmetrico come l’esterno: gli archi hanno dimensioni diverse, stili diversi (a sesto acuto e a tutto sesto) e le tre navate sono suddivise da pilastri quadrangolari, colonne doppie e colonne che sfoggiano basi e capitelli romani.

Il porticato esterno si affaccia anche all’interno dando origine a una curiosa struttura che ha pochi eguali nelle basiliche e nelle chiese romaniche.

Lungo la parete sinistra e sulle volte del portico vi sono tracce di affreschi risalenti al XII e XIII secolo.

Dietro la chiesa si trova l’antica Porta San Zeno, chiamata anche nel XIII secolo Porta Monetaria (è  murata, posta poco distante in direzione sud e visibile dall’esterno): era infatti la porta più vicina alla zecca dell’epoca medievale.

Abbazia di san Zeno
Piazza San Zeno

Tel. 050 553606
Accesso gratuito solo in occasione di mostre e spettacoli teatrali
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San Pietro in Vinculis (o San Pierino) https://www.lakinzica.it/san-pietro-in-vinculis-o-san-pierino-2 Tue, 24 May 2011 15:05:29 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=679 Edificata dai frati agostiniani su una chiesa preesistente San Pietro in Vinculis (o San Pierino come la chiamano i Pisani) è uno degli edifici religiosi più originali e antichi della città.

 

La facciata si sviluppa su due ordini: quello superiore a tre arcate cieche con bifora centrale e quello inferiore a cinque arcate con un bifora sopra ogni portale.

L’interno di San Pietro in Vinculis è su due piani. La parte superiore è a tre navate divise da due pilastri e sei colonne (con capitelli romani) e ha un pavimento cosmatesco. Sopra l’altare maggiore (ai cui piedi è posto un sarcofago romano del II o III secolo d.c.) è collocato il duecentesco Crocefisso  di Michele di Baldovino. Dietro l’altare si trovano i resti degli antichi affreschi del XII e XIII secolo: “San Pietro in vinculis e l’Angelo”.  Sul pilastro di sinistra si conserva ancora l’affresco ieratico di “san Giacomo” (a sinistra).

Spostandosi a destra dell’altare si trova un secondo “sarcofago romano” raffigurante i geni delle stagioni, e si può osservare, sopra il portone principale, L’Annunciazione realizzata da un ignoto artista pisano del XIII secolo.

L’altro piano è costituito dalla parte più antica della chiesa: la cripta alla quale si accede dall’interno tramite una scalinata posta a sinistra del portonoe principale. Si sviluppa su quattro navate con volte a crociera in parte ancora arricchite da affreschi trecenteschi. La cripta era anticamente utilizzata come cimitero: su alcune delle colonne si possono leggere i nomi, scolpiti sulle pietre, delle persone sepolte.

La cripta si trova sotto il livello stradale e per molti anni è stata inaccessibile per i frequenti allagamenti.

San Pierino o San Pietro in Vinculis Le tre navate della chiesa Il Crocefisso di Michela da Baldovino L'affresco di San Giacomo Le volte della cripta

Lo sapevate che:

….All’interno di San Pietro in Vinculis è stato custodito per 200 anni il Corpus Iuris Civili (chiamato anche le Pandette Pisane), un testo importantissimo per la storia del diritto: la raccolta ordinata dall’imperatore bizantino Giustiniano I che raccoglieva e ordinava i testi normativi dell’impero romano. Il Pisani si impossessarono del “Corpus” dopo il sacco di Amalfi. Nel 1406 i fiorentini lo portarono nella loro città come bottino di guerra. Da allora questa raccolta è stata battezzata Pandette Fiorentine ed è custodita nella biblioteca Laurenziana di Firenze.
Nella chiesa di San Pietro in Vinculis rimane la copia di due pagine del Corpus conservate all’interno di una teca di vetro.

San Pietro in Vinculis (o San Pierino)
via Cavour (all’altezza di Piazza Cairoli)
Ingresso gratuito: martedì e venerdì (festivi esclusi) e la seconda domenica del mese dalle 17:00 alle 19:00


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San Michele in Borgo https://www.lakinzica.it/san-michele-in-borgo-2 Tue, 24 May 2011 14:27:01 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=671  

San Michele si affaccia su Borgo Stretto e ha una delle facciate più spettacolari  tra gli edifici religiosi pisani. In basso si alternano tre portali con lunetta (l’edicola sopra quello centrale è una copia, l’originale è nel museo di san Matteo) mentre in alto si aprono tre loggette che sfoggiano fini colonne e graziosi “archetti”. Realizzata in marmo bianco e grigio la facciata è decorata con scritte di vernice rossa: dei graffiti ante-litteram realizzati nel XVI secolo per promuovere alcuni dei candidati all’elezione di rettore dell’università.

Progettata su disegno di Fra’ Guglielmo la chiesa di San Michele in Borgo è costruita sopra un tempio dedicato a Marte.

I bombardamenti alleati della Seconda Guerra Mondiale hanno in pratica sventrato San Michele: si è salvata soltanto la facciata,  mentre la navata sinistra è andata distrutta e quelle centrale e destra sono state gravemente danneggiate.

L’interno è dunque molto rimaneggiato: si è però salvato il suggestivo “Affresco di San Michele” (XIII secolo) posto sulla lunetta in controfacciata e il Crocefisso di Nino Pisano collocato all’altare sinistro. I cinque sarcofagi romani una volta presenti all’interno, sono stati trasferiti nel Camposanto Monumentale.

Il chiostro e il monastero benedettino una volta contigui alla chiesa sono stati distrutti dai bombardamenti o abbattuti e a loro posto è stato edificato (anche se non ancora ultimato) il complesso noto come Mattonaia realizzato su progetto dell’architetto Massimo Carmassi e i cui lavori iniziati nel 1986 non sono stati ancora completati.

Foto di Veronica Lorenzetti
San Michele in Borgo La navata centrale della chiesa Gli interni di San Michele

San Michele in Borgo
Borgo Stretto 10

Accesso: generalmente dalle 9:30 alle 12:00 e dalle 16 alle 18:00 nei giorni feriali.


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San Francesco https://www.lakinzica.it/san-francesco-2 Tue, 24 May 2011 14:12:39 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=665 La facciata di san Francesco, interrotta al primo ordine, non lascia intuire la maestosità degli interni.

A una sola navata e con copertura a capriate l’imponente interno della chiesa di san Francesco è segnato da una fascia centrale costituita da lastre tombali (secoli XIV e XVIII) che corre lungo il pavimento dall’ingresso fino all’altare.

Lungo ogni lato sono posti altari impreziositi da tele del XIV e XV secolo, tra le quali Il Battesimo del Redentore dell’Empoli (sopra al primo altare sulla destra) e San Francesco riceve le stimmate (quarto altare sulla destra) di Santi di Tito. Proseguendo sempre sulla destra, dopo il quarto altare si apre la Cappella di Santa Filomena con lastra tombale (1414), la Tomba della famiglia Maggiolini, decorata con Cristo, Madonna, San Giovanni e angeli e sormontata da un’edicola marmorea.

In origine la chiesa di San Francesco era ancor più ricca di opere d’arte: qui infatti erano esposti i dipinti “San Francesco che riceve le stimmate” di Giotto e “la Madonna in trono” di Cimabue sottratte durante l’occupazione napoleonica e oggi esposte al museo del Louvre di Parigi.

La Pala Marmorea (policromata e dorata) di Tommaso Pisano, posta dietro l’altare centrale e raffigurante la Madonna con Bambino Angeli e Sei santi (1370) si distingue con il suo candore dall’ambiente circostante, mentre volgendo lo sguardo in alto si apprezza il ciclo di affreschi del Maestro degli Ordini realizzati sulle volte e lungo i pennacchi.

Le cappelle, tre per lato, affiancano l’altare maggiore. Nella terza cappella a destra di quella maggiore si trova il polittico Crocifissione e Santi di Spinello Aretino, mentre è nella seconda cappella a destra che (come ricorda una lapide) furono sepolte le ossa del Conte Ugolino della Gherardesca e dei suoi familiari per poi essere trasferite nel chiostro attiguo al quale si accede da una porta posta nella parete sinistra.

Lungo la base dell’arcate maggiore, proprio in prossimità dell’ingresso che conduce alla chiesa, si trova la “Tomba di Francesco da Buti“, uomo politico pisano, erudito e primo commentatore della Divina Commedia di Dante.

Sempre sullo stesso lato si accede alla Sala del Capitolo (occorre chiedere la chiavi al bar del circolo della chiesa). Chiamata anche Sala di San Bonaventura (il santo vi avrebbe presieduto il capitolo generale dell’ordine nel 1263) l’aula impreziosita da due trifore è stata affrescata nel 1392 dal pittore di scuola giottesca Niccolò di Pietro Gerini (che ha decorato la sacrestia della Basilica di Santa Croce e la Loggia del Bigallo a Firenze): il ciclo raffigura episodi della vita di Cristo.

Foto di Veronica Lorenzetti
La bianca facciata di San Francesco La navata della chiesa la Tomba della Famiglia Maggiolini La Pala Marmorea di Tommaso Pisano Crocifissione e santi di Spinello Aretino il Battesimo del Redentore dell'Empoli Gli affreschi della sala del Capitolo Un particolare della Sala del Capitolo Il chiostro e il campanile

Lo sapevate che:

… Percorrendo il lato minore sinistro (tenendo le spalle alla chiesa di San Francesco) del chiostro si nota la lapide che segna il luogo dove sono stati sepolti i resti del Conte Ugolino della Gherardesca. Morendo infatti da traditore l’uomo non poteva essere sepolto insieme ai suoi familiari seppelliti nella monumentale tomba di famiglia che si trovava all’interno della chiesa. In seguito allo smembramento della tomba e a una rivalutazione del Conte, i resti di lui e dei suoi familiari furono posti prima nella seconda cappella a destra dell’altare e poi traslati appunto nel chiostro.

San Francesco
Piazza san Francesco 1
Ingresso gratuito: ogni giorno dalle 9:00 alle 12:15 circa e dalla 16:00 alle 18:00


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La Sinagoga https://www.lakinzica.it/la-sinagoga Mon, 23 May 2011 15:11:20 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=619  

La comunità ebraica pisana è, dopo quella romana, la più antica d’Italia: si ritiene infatti che il primo insediamento risalga a prima dell’anno Mille.

La comunità pisana acquistò quest’edificio nel 1647 per adibirlo a Sinagoga in seguito alla “Costituzione livornina” (1593) emanata dal Graduca di Toscana Ferdinando I dei Medici: l’atto assegnava liberà di culto, professione e annullava i debiti per i commercianti ebraici (prima) e a tutti i mercanti stranieri (arabi, persiani, turchi, tedeschi, inglesi portoghesi) al fine di favorire la crescita demografica di Livorno e Pisa.

Dopo un primo rifacimento nel 1785 il “palazzo” è stato  totalmente ristrutturato nel XIX secolo su progetto dell’architetto Marco Treves (che ha realizzato la Sinagoga di Firenze e Vercelli e I giardini delle Tuileries a Parigi).

Anche quella pisana mantiene le tradizionali caratteristiche di modestia e sobrietà che contraddistinguono le sinagoghe: all’interno una grande ed elegante scala da accesso alla sala del culto (originariamente di rito sefardita e poi “italiano”) ubicata secondo tradizione al piano superiore. L’unica eccezione alla sobrietà è rappresentata dalla volta a padiglione decorata da richiami geometri e naturalistici (ma non da rappresentazioni figurative vietate dalla legge ebraica).
Nella Sinagoga è stato recentemente riorganizzato l’archivio consultabile che fornisce informazioni sulla vita della comunità dal XVII secolo a oggi.  La comunità pisana include anche le sezioni di Lucca e Viareggio.

Foto pubblicate per gentile concessione della Comunità Ebraica di Pisa.

La Sinagoga L'ambiente interno della Sinagoga Ancora un'immagine degli interni

La Sinagoga
via Palestro 24
Tel.  050/542580
e-mail  com_ebraicapi@tin.it
Web  www.pisaebraica.it
Accesso disabili: no
Ingresso: Le visite sono sospese per lavori di ristrutturazione


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Chiesa e Teatro Sant’Andrea https://www.lakinzica.it/chiesa-e-teatro-sant%e2%80%99andrea-2 Mon, 23 May 2011 14:13:19 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=601 Pisa, chiesa teatro S. Andrea

Chiesa teatro S. Andrea

Chiesa Romanica dell’undicesimo secolo, Sant’Andrea Forisportam fu così chiamata per la sua posizione fuori della porta delle mura urbane altomedievali.
La chiesa di sant’Andrea fu sede parrocchiale fino al 1839, quando venne sconsacrata in vista di una demolizione: al suo posto doveva essere costruita una pescheria che non venne mai realizzata. Restaurata nel 1840-1847, Sant’Andrea Forisportam fu danneggiata durante la Seconda Guerra mondiale, e fu così nuovamente restaurata e riaperta al pubblico dal 1948.

Esemplare di romanico pisano, ha interno a tre navate scandite da archi e colonne con bei capitelli romani di spoglio e di cultura guglielmesca (XII secolo), a forma antropomorfa. La copertura è a capanna a doppio spiovente. La facciata è articolata in tre portali e arcate cieche, mentre i fianchi, in mattoni, sono decorati da archetti pensili e da copie di bacini ceramici pisano-islamici dell’XI-XII secolo (gli originali sono esposti al Museo di San Matteo), presenti anche nel campanile in pietra e laterizio.

Dopo venti anni di completo abbandono, la chiesa è stata restaurata su progetto dell’architetto Alessandro Baldassarri e recuperata con lavoro volontario per adibirla a teatro nel 1985: da allora è sede del Teatro Sant’Andrea (99 posti).

Il Teatro S. Andrea offre una programmazione teatrale variegata e attenta al contemporaneo e alle tematiche attinenti al Sacro, organizza laboratori di teatro per adulti e ragazzi, laboratori di lettura, incontri e presentazioni di libri. Ospita inoltre l’attività della brillante compagnia pisana I Sacchi di Sabbia, nata nel 1995 e affermatasi in ambito nazionale ricevendo importanti riconoscimenti per l’originalità nel reinventare una scena popolare contemporanea.

 

 

Chiesa e Teatro Sant’Andrea
Via del Cuore
Tel. 050/542364
e-mail info@teatrosantandrea.it
web www.teatrosantandrea.it
Ingresso gratuito alla chiesa solo su prenotazione (telefonare da lunedì a venerdì dalle ore 10.00 alle 13.00 al 050/542364 e 338 1169298).

Orario biglietteria: apre 30 minuti prima dell’orario di spettacolo
Prenotazioni spettacoli: tel. 050 542364 e-mail: info@teatrosantandrea.it


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Il Battistero del Duomo di Pisa https://www.lakinzica.it/battistero-2 https://www.lakinzica.it/battistero-2#respond Thu, 19 May 2011 12:52:15 +0000 https://www.lakinzica.it/web/?p=298 A pianta circolare, su reminiscenza del Santo Sepolcro di Gerusalemme, il Battistero del Duomo di Pisa fu costruito in asse con la facciata della Cattedrale riprendendone lo stile decorativo: il primo ordine presenta arcate cieche a tutto sesto e quattro portali ai punti cardinali, il secondo loggette con tabernacoli e pinnacoli in stile gotico, arricchiti da teste scolpite. I lavori iniziarono nel 1152 su progetto di Diotisalvi e proseguirono fino alla fine del XIV secolo, con la collaborazione tra gli altri di Nicola e Giovanni Pisano.

La cupola a emisfero (1358) è sormontata da un cupolino al cui apice è posta una statua in bronzo del Battista. Il portale principale, incorniciato da colonne ornate, è decorato con storie del Battista in stile bizantineggiante sull’architrave (XIII secolo) e con i 12 mesi sullo stipite sinistro, soggetto romanico che simboleggiava il passare del tempo. Sulla lunetta del portale si trova la copia della Madonna con bambino di Giovanni Pisano (originale al Museo dell’Opera).

L’interno del Battistero è solenne nella sua semplicità e sorprende per l’armonia delle proporzioni, che nascondono un segreto: l’incredibile eco che si crea emettendo suoni dal centro dell’edificio, con un effetto di vibrazione acustica da raffinatissima cassa armonica. L’eco viene riprodotta ogni 30 minuti dal personale di servizio. Le pareti sono in marmo a fasce bicrome, il loggiato circolare è scandito da archi a tutto sesto su colonne con capitelli decorati da motivi del repertorio fantastico medievale. Sul secondo ordine di loggiato s’innesta la cupola.

Il pavimento del vano centrale ha decorazioni geometriche che convergono al centro in cui è posto il Fonte Battesimale (di Guido da Como, 1264), dietro al quale si trova l’altare, su bel pavimento cosmatesco policromo del 1200.

A sinistra dell’altare si può ammirare il Pulpito di Nicola Pisano, capolavoro dello scultore ed emblema del passaggio dal romanico al gotico, di grande innovazione per la ricerca naturalistica e la potenza drammatica, frutto dell’assimilazione dei modelli classici studiati dai sarcofagi e resti romani conservati nella piazza e in città. A pianta esagonale, il Pulpito è sorretto da sei colonne con tre leoni stilofori e una settima centrale su base con figure umane e animali, negli archetti sono scolpiti personaggi sacri, profeti e figure allegoriche e nelle cinque lastre marmoree del parapetto sono raffigurate, con inaudita maestria espressiva per l’epoca, la Natività, l’Adorazione dei magi, la Presentazione al tempio, la Crocifissione e il Giudizio Universale. Ad alcune parti collaborarono Arnolfo di Cambio e Giovanni Pisano. Il pulpito divenne un esempio di studio per moltissimi artisti.

Lo sapevate che:

È il più grande battistero in Italia: la circonferenza misura 107,24 metri e l’altezza 54 metri e 86 centimetri.

 

Foto di Veronica Lorenzetti pubblicate su gentile concessione della Opera Primaziale Pisana.

Il Battistero Il dettaglio di una colonna Il Fonte battesimale Gli interni Il Battistero da un'altra angolazione il Pulpito di Nicola Pisano

Battistero del Duomo di Pisa
Piazza del Duomo
Telefono 050/835011-12
e-mail info@opapisa.it
Web www.opapisa.it
Accesso disabili: parziale
Ingresso: 9:30-16:30 da dicembre a gennaio; 9:00-17:00 novembre e febbraio; 8:30-17:30 in marzo; 8:00-19:30 da aprile a settembre; 8:30-19:00 in ottobre.
Chiusura mai
Biglietto 5 euro.
È possibile visitare il museo acquistando i biglietti cumulativi: 6 euro per visitare due monumenti tra Cattedrale, Battistero, Camposanto Monumentale, Museo dell’Opera, Museo delle Sinopie; 8 euro per visitare i quattro monumenti Battistero, Camposanto Monumentale, Museo dell’Opera, Museo delle Sinopie; 10 euro per visitare i 5 monumenti Cattedrale, Battistero, Camposanto Monumentale, Museo dell’Opera, Museo delle Sinopie.


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Basilica di San Pietro Apostolo (o Basilica di san Piero) https://www.lakinzica.it/basilica-di-san-pietro-apostolo-o-basilica-di-san-piero https://www.lakinzica.it/basilica-di-san-pietro-apostolo-o-basilica-di-san-piero#respond Thu, 19 May 2011 12:10:54 +0000 https://www.lakinzica.it/web/?p=266 Dove in epoca romana c’era la costa e un porto (“gradus”) e una cappella ricordava lo sbarco in quel luogo di san Pietro diretto a Roma fu edificata nel X secolo questa chiesa su una preesistente basilica romana del IV secolo.

È a una sola navata ed è priva tanto di transetto quanto della facciata, crollata probabilmente per un cedimento del terreno che determinò anche l’accorciamento della chiesa, la costruzione del grande abside occidentale e di un campanile oggi ridotto al solo basamento (è stato distrutto dai soldati tedeschi in ritirata durante la Seconda Guerra Mondiale ma è oggi in ricostruzione secondo il progetto originario).

La basilica di san Pietro Apostolo è edificata in blocchi di tufo e marmo bianco e nero ed è uno dei rari esempi di chiesa ad absidi contrapposte.
L’accesso è posto sul lato nord.L’area dei tre absidi orientali è quella più antica: sotto il ciborio gotico (XIV secolo) che segna il luogo da dove predicò san Pietro vi sono i resti (mura e fondamenta) dell’antica basilica romana e quelli (parte di un’abside) di un’altra chiesa (VII secolo) le cui strutture si sovrappongono con quelle preesistenti.

Il grandioso interno della basilica di San Piero ha una copertura a capriate si sviluppa in tre navate suddivise da colonne e capitelli (tutti diversi) romani sulle quali poggiano grandi arcate a fasce bianche e rossa. Curiosa è la presenza di un capitello sul quale sono raffigurate sfingi bicorpori, pressoché identico a uno rinvenuto nel Ninfeo di Mecenate a Roma.

Sulle pareti della navata centrale c’è il grandioso ciclo di affreschi di Deodato Orlandi dei primi del XIV secolo. È diviso in tre gruppi: quello superiore, “Le Mura della Città Celeste e figure di Angeli”, quello mediano “Scene della vita di san Pietro”, e quello inferiore “I ritratti dei Pontefici” da san Pietro a Giovanni XVII che ricorda quella di san Paolo a Roma con l’unica differenza che quella di San Pietro è più antica.

Nella navata sinistra si trovano “l’Annunciazione” di Deodato Orlandi e la sinopia “L’Annunciazione della Vergine” del Buffalmacco.

Foto di Veronica Lorenzetti
La Basilica di san Piero (o San Pietro Apostolo) Gli splendidi interni Le fondamenta dell'antica chiesa all'interno della basilica Il ciclo di affreschi di Deodato Orlandi Il Ciborio gotico

Basilica di San Pietro Apostolo (o Basilica di san Piero)
Via Vecchia di Marina, 5
Ingresso gratuito tutti i giorni 8:00-19:00 (8:00-20:00 in luglio e agosto)


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San Michele degli Scalzi https://www.lakinzica.it/san-michele-degli-scalzi https://www.lakinzica.it/san-michele-degli-scalzi#respond Thu, 19 May 2011 11:51:50 +0000 https://www.lakinzica.it/web/?p=261 Edificata dove sorgeva un oratorio del XII secolo, la chiesa venne assegnata ai monaci benedettini pulsanesi, ordine fondato da Giovanni da Matera. Questi ultimi seguivano in modo molto rigoroso la “regola”: non mangiavano latticini né bevevano vino, svolgevano solo attività manuali (e non di studio), si vestivano di stracci e non portavano sandali né altre calzature. Per questo furono soprannominati “Scalzi”.

La facciata, incompiuta, è a cinque arcate ed è contraddistinta da un grande architrave sul quale sono raffigurate le gerarchie angeliche. Il gigantesco Cristo Pantocratico presente nella lunetta è una copia: l’originale è conservato nel museo di San Matteo

Anche se fortemente rimaneggiato l’interno della chiesa è piuttosto scenografico per le austere colonne e le tre navate in pietra. Nell’abside è custodita una Croce Dipinta del XIII secolo che ricorda lo stile del Berlinghieri realizzata da un autore ignoto battezzato come il Maestro di Calci e Croci.

La chiesa e il campanile di san Michele degli Scalzi sono inclinati verso il fiume per un cedimento del terreno. La “terza torre pendente” di Pisa ha una base quadrata. Edificata in marmo (nella parte inferiore) e in laterizi (in quella superiore) presenta a ogni piano un ordine di finestre che mescola monofore, bifore e trifore.

L’annesso convento è stato recentemente restaurato ed è adibito a centro espositivo (Centro SMS) per concerti, spettacoli, eventi e mostre di carattere artistico-culturale.

Il campanile pendente di san Michele degli Scalzi La facciata della chiesa Le colonne, anche esse pendenti, all'interno La Croce dipinta di san Michele degli Scalzi La notevole pendenza della torre

 

San Michele degli Scalzi
Via san Michele degli Scalzi 167
Ingresso gratuito da Lunedì a giovedì dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 16:45. Venerdì e sabato dalle 8:00 alle 12:00 e dalle 14:00 alle 18:00. Domenica dalle 8:00 alle 12:00.


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La Pieve di Calci https://www.lakinzica.it/la-pieve-di-calci https://www.lakinzica.it/la-pieve-di-calci#respond Thu, 19 May 2011 11:33:22 +0000 https://www.lakinzica.it/web/?p=257  

La Pieve di Calci

La Pieve di Calci

Edificata tra il 1080 e il 1111 al tempo del Vescovo Dalberto, la Pieve romanica è dedicata ai santi Giovanni e Ermolao. La chiesa ha una facciata “in stile pisano”. Presenta due ordini di arcate cieche: la parte superiore è, in prevalenza, in marmi policromi e quella inferiore in laterizi. A sinistra si “innalza” il campanile incompiuto, che viste le dimensioni del basamento doveva essere poderoso.

L’interno della pieve di Calci è a tre navate è fortemente rimaneggiato. Sulla navata sinistra è conservato il Fonte Battesimale (XII secolo) ricavato da un unico blocco marmoreo impreziosito da rilievi scultorei (Il Cristo, la Vergine, san Giovanni Battisti e Angeli) ad opera di un artista vicino al Beduino.

Sempre lungo la navata sinistra una teca conserva alcune reliquie di san Ermolao.

 

 

 

 

 

La Pieve di Calci (Chiesa di san Giovanni e Ermolao)
Piazza Cairoli, Calci (Pisa)
Ingresso dalle 09:00 alle 12:00 e dalle 17:00 alle 19:00 (la domenica sola la mattina)


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Mausoleo dei caduti di Kindu https://www.lakinzica.it/mausoleo-dei-caduti-di-kindu https://www.lakinzica.it/mausoleo-dei-caduti-di-kindu#respond Thu, 19 May 2011 08:49:21 +0000 https://www.lakinzica.it/web/?p=233 L’undici novembre 1961 tredici piloti italiani furono uccisi nei pressi di Kindu nell’odierna Repubblica del Congo (allora chiamata Zaire).
Erano aviatori (cinque ufficiali e otto sottufficiali) della 46a Brigata Aerea di Pisa partiti dall’aeroporto di Pisa con due C-119 carichi di viveri e medicinali da destinare alle popolazioni nell’ambito di una missione di pace decisa dall’ONU.

Dopo essere atterrati ed aver eseguito le operazioni di scarico, gli equipaggi dei due velivoli si recarono alla mensa del contingente ONU situata fuori dell’aeroporto.
Non fecero più ritorno: un gruppo di soldati congolesi “irregolari” li aggredì, uccise uno degli ufficiali e trascinò gli altri nella prigione della città dove i membri degli equipaggi vennero trucidati.

Dopo l’accaduto le autorità pisane e quelle nazionali decisero di dedicare un monumento ai caduti di Kindu da edificare nei pressi dell’aeroporto di Pisa da dove i C-119 erano decollati e ne affidarono l’ideazione a Giovanni Michelucci: uno dei principali architetti italiani del ‘900 (ha progettato il grattacielo di Piazza Matteotti a Livorno, la Stazione di Santa Maria Novella Firenze e la Chiesa dell’Immacolata concezione della Vergine a Longarone).

In seguito a una serie di tagli decisi dalle autorità il progetto viene fortemente ridimensionato, e il Mausoleo dei caduti di Kindu fu “ridotto” a una cappella votiva, isolata e circondata da un prato nel quale sono disposti tredici massi: tredici lapidi stilizzate che commemorano e ricordano i caduti.

L’interno della “cappella” ha una pianta trapezoidale suddivisa in aree da otto pilastri metallici e dal ballatoio. Le tombe degli avieri sono realizzate in marmo nero e addossate alla vetrata.

L’essenzialità delle superfici, la voluta mancanza di apparati decorativi e il “grigio” design proto-industriale delle struttura, evidenziano la luminosità dello spazio che esalta la forza evocativa delle sepolture.

Foto di Veronica Lorenzetti
Il mausoleo L'interno del Mausoleo Le 13 pietre poste all'esterno che ricordano i 13 caduti di Kindu

Mausoleo dei caduti di Kindu
via Caduti di Kindu, 1
Accesso: solo durante cerimonie e ricorrenze (l’interno del mausoleo è comunque parzialmente visibile dall’esterno)


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Cattedrale di Santa Maria Assunta (o Duomo di Pisa) https://www.lakinzica.it/cattedrale-di-santa-maria-assunta-o-duomo-di-pisa https://www.lakinzica.it/cattedrale-di-santa-maria-assunta-o-duomo-di-pisa#respond Wed, 18 May 2011 17:54:25 +0000 https://www.lakinzica.it/web/?p=205 “Tempio di marmo bianco come la neve” (così recita un’epigrafe sulla facciata), la cattedrale pisana è uno dei massimi capolavori di architettura romanica, in cui si fondono elementi stilistici lombardo-emiliani, classici, tardo-antichi, bizantini, ravennati e arabi. Iniziata da Buscheto nel 1064 e terminata a metà del 1100 da Rainaldo con il prolungamento dell’edificio e la facciata, fu costruita come simbolo della potenza della Repubblica marinara pisana all’apice della sua potenza, grazie anche ai ricchi bottini delle battaglie navali nel Mediterraneo e a donazioni di privati e imperatori. Fu consacrata nel 1118 e dedicata a Maria Assunta.

La facciata del Duomo di Pisa ha un primo ordine con arcate cieche sorrette da colonne e pilastri e decorate da losanghe e rosoni, e quattro ordini di loggette praticabili al cui apice si trovano una Madonna di Andrea Pisano (al centro) e due Angeli di Tino da Camaino (sugli angoli). Nei tre portali bronzei, opera dalla bottega del Giambologna, sono raffigurate Storie del Redentore e della Vergine: il portale centrale originario, perduto nell’incendio del 1595, era decorato da Bonanno Pisano, autore anche delle 24 formelle di bronzo con Storie dal Nuovo Testamento che si possono ammirare sulla Porta di San Ranieri, nel transetto destro (1180).

Alcune epigrafi sulla facciata celebrano imprese navali pisane e sulle fiancate è visibile del materiale di “riuso” proveniente da monumenti di epoca romana, trasportato dall’Oriente. Sull’abside campeggia la copia del grifone bronzeo di fabbricazione islamica del secolo XI (originale al Museo dell’Opera), bottino di guerra in terra di Spagna.

La pianta della Cattedrale di Santa Maria Assunta è a croce latina con cinque navate nel corpo centrale e tre nel transetto, scandite da arcate a tutto sesto sorrette da colonne con capitelli. La cupola ellittica, decorata da affreschi secenteschi, si affaccia sul bel pavimento sottostante in marmi policromi del XIII secolo. L’originaria copertura a capriate andò distrutta nell’incendio del 1595 e fu sostituita nel Seicento dal soffitto a cassettoni.

La Cattedrale di Santa Maria Assunta custodisce molte opere di grande rilievo storico-artistico: tra le testimonianze trecentesche spiccano il mosaico del bacino absidale raffigurante Cristo tra la Vergine e San Giovanni (quest’ultimo di Cimabue, 1302), il monumento funerario dell’imperatore: il sarcofago di Arrigo VII (1313-1315), opera dello scultore senese Tino da Camaino e uno dei capolavori della scultura gotica italiana, il Pulpito di Giovanni Pisano (1302-1311): di forma ottagonale sorretto da colonne con leoni stilofori e cariatidi, è completamente decorato con forme scultoree di grande potenza e drammaticità espressiva che illustrano Storie dalla vita di Cristo e raffigurano profeti, santi, virtù cardinali e teologali.

Tra le opere più tarde si segnalano le tele quattro-cinquecentesche di Andrea Del Sarto (“La Madonna delle Grazie” sopra il primo altare della navata destra e “santa Agnese”, “Le sante Caterina e Margherita”, “I santi Pietro e Giovanni Battista” alle pareti del Presbiterio), del Ghirlandaio (“Angeli osannanti e musicanti” nel sottarco di accesso all’abside), del Sodoma (“il sacrificio di Abramo”, “san Luca e san Giovanni”, “Deposizione della croce nella tribuna”), di Domenico Beccafumi (“Mosé spezza le tavole della legge”, “san Matteo”, “san Marco” sempre nella tribuna) e di molti altri. Tra le curiosità, è da segnalare il lampadario in ottone con statue di bronzo (1584-1587) detto la Lampada di Galilei: secondo la tradizione è grazie all’osservazione di questo strumento che Galileo arrivò così a formulare la legge dell’isocronia del pendolo. In realtà i suoi studi sul moto risalgono al 1580, prima della collocazione del lampadario nella Cattedrale e il lampadario utilizzato da Galileo è uno molto più piccolo che si trova oggi nel Campo Santo.

Lo sapevate che:

Sulla fiancata nord della Cattedrale, di fronte al Camposanto, si trova un pezzo di marmo di provenienza romana con alcune piccole infossature, che secondo la leggenda sarebbero i segni lasciati dal diavolo che si arrampicò sul Duomo per fermarne la costruzione: per questo sono chiamate Unghiate del diavolo. Pare che ogni volta che si tenti di contarle si ottenga un numero sempre diverso…
Tra le figure in bassorilievo che si trovano sul portone d’ingresso alla Cattedrale, c’è una lucertola: si dice che porti fortuna e per questo viene accarezzata dagli studenti nel giorno di inaugurazione dell’anno accademico…

Foto di Veronica Lorenzetti pubblicate per gentile concessione dell’Opera Primaziale Pisana.

La sontuosa facciata della Cattedrale di Santa Maria Assunta Le Unghiate (o Unghie) del Diavolo Il maestoso interno della Cattedrale Il Pergamo di Giovanni Pisano L'abside La Vergine con Bambino di Antonio Sogliani La tomba dell'Imperatore Arrigo VII Il Cristo Panteocratico La Cattedrale

Cattedrale di Santa Maria Assunta (o Duomo di Pisa)
Piazza del Duomo
Tel. 050/835011-12
e-mail info@opapisa.it
Web www.opapisa.it
Accesso disabili: parziale
Ingresso: 9:30-16:30 da dicembre a gennaio; 9:00-17:00 novembre e febbraio; 8:30-17:30 in marzo; 8:00-19:30 da aprile a settembre; 8:30-19:00 in ottobre.
Chiusura: mai
Biglietto 2 euro.
È possibile visitare il museo acquistando i biglietti cumulativi: 6 euro per visitare due monumenti tra Cattedrale, Battistero, Camposanto Monumentale, Museo dell’Opera, Museo delle Sinopie; 10 euro per visitare i 5 monumenti Cattedrale, Battistero, Camposanto Monumentale, Museo dell’Opera, Museo delle Sinopie.

L’ingresso alla Cattedrale è gratuito dal 1 Novembre a fine Febbraio. L’ingresso per la preghiera è sempre consentito dalla Cappella del SS. Sacramento.

 


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