La Kinzica » San Martino http://www.lakinzica.it Magazine di informazione turistica e culturale su Pisa e Provincia Mon, 09 May 2016 16:58:55 +0000 en-US hourly 1 http://wordpress.org/?v=4.3.4 Il Palazzo dei Consoli del Mare (o dei Fiumi e Fossi) https://www.lakinzica.it/il-palazzo-dei-consoli-del-mare-o-dei-fiumi-e-fossi-a-pisa https://www.lakinzica.it/il-palazzo-dei-consoli-del-mare-o-dei-fiumi-e-fossi-a-pisa#comments Mon, 27 Aug 2012 08:56:54 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=26359 Il Palazzo dei Consoli del Mare a Pisa, noto anche come Palazzo Fiumi e Fossi dal nome del Consorzio che vi risiede dal 1889 (e che lo ha acquistato nel 1910), vanta origini leggendarie e riserva sorprese d’interesse storico e artistico. La prima peculiarità di questo edificio che si affaccia sul Lungarno Galilei, a poche decine di metri dalla Chiesa di San Sepolcro e più oltre del Ponte di Mezzo, è proprio la sua posizione: arretrato rispetto al resto dei palazzi che si affacciano direttamente sul Lungarno, il Palazzo dei Consoli del Mare offre alla vista un ampio e profondo giardino, delimitato da una vistosa ringhiera di ferro con cancello. è questa la particolarità che lega il palazzo a una leggenda con fondamento storico: si narra infatti che sul terreno che accoglie il giardino sorgessero un tempo i palazzi del Conte Ugolino della Gherardesca e che dopo la sua condanna per tradimento fu ordinato dai pisani di radere al suolo tutti i suoi palazzi e di cospargere sale sul terreno, affinché vi sorgesse più nessun edificio né pianta.

Con l’istituzione della Magistratura dei Consoli del Mare da parte di Lorenzo il Magnifico nel 1475 e l’ulteriore riforma di Cosimo de’ Medici nel 1547, in piena epoca di dominazione fiorentina su Pisa, fu fatto costruire in via San Martino (ancora oggi l’ingresso ufficiale) l’attuale palazzo per ospitare questo nuovo istituto che aveva la finalità di amministrare la giustizia mercantile e regolare i fossi e gli scoli d’acque nella pianura pisana, funzione che ancora oggi ricopre il Consorzio Fiumi e Fossi. Da allora il palazzo è stato più volte ristrutturato e soltanto recentemente sono iniziati dei lavori graduali di recupero della struttura e decorazioni originarie, in molte parti alterate o ricoperte da interventi più tardi. La stessa facciata di via San Martino venne rifatta nel secolo XVI sulla base, probabilmente (ma non ci sono prove certe), di un disegno di Michelangelo. Osservando con attenzione la facciata si distinguono delle differenze (cornicioni ad altezze diverse, variazioni di sagoma e dimensioni delle finestre) che dimostrano come l’edificio sia stato costruito su due diversi palazzi preesistenti, secondo una diffusa pratica costruttiva cinquecentesca a Pisa, la cui prevalenza di edifici erano case-torri affiancate l’una all’altra.

Un'immagine della volta del Salone affrescato, al primo piano del Palazzo dei Consoli del Mare a Pisa

All’interno del palazzo sono conservati maestosi e affascinanti affreschi che risalgono ai secoli XVI e XVII, attribuiti ad A. Ghirlanda, S. Marucelli e B. Poccetti: al piano terra si trova la Sala delle ninfe con un’ampia volta affreschi plastici a soggetto mitologico, il cui disegno pare ancora una volta attribuito a Michelangelo. Passando dalle scale ricoperte da splendide decorazioni a grottesche, rare per il loro stile, si arriva al primo piano dove sorprende l’ancora più maestosa volta del Salone, con mirabili affreschi sul mito di Diana e Atteone e di Amore e Psiche, sulle fatiche di Ercole e altre divinità. Il Palazzo dei Consoli del Mare è aperto negli orari di ufficio del Consorzio e accoglie i visitatori in occasioni di mostre e attività e in occasione di ricorrenze particolari, come le giornate FAI di primavera.

Per informazioni:
Consorzio Fiume e Fossi
Via San Martino 60, Pisa
Tel. 050 505411
E-mail: segreteria@ufficiofiumefossi.it
Web: www.ufficiofiumiefossi.it


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L’Artilafo https://www.lakinzica.it/ristoranti-pisa-artilafo https://www.lakinzica.it/ristoranti-pisa-artilafo#comments Tue, 22 Nov 2011 14:36:20 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=12154 Artilafo (Ristorante – Osteria)

Il locale si trova nella centrale via San Martino e rappresenta uno dei più importanti riferimenti culinari in città.
L’ambiente è accogliente e familiare grazie al susseguirsi di piccole stanze, diverse fra di loro e arredate con oggetti stravaganti, che creano un’atmosfera intima e piacevole. Molto curato e ricco di piante è il piccolo giardino, aperto solo in Estate.
Non esiste un vero e proprio piatto di punta per questo ristorante pisano, la piacevole particolarità dell’Artilafo è infatti la grande variabilità del menù, che si adatta ai prodotti di stagione grazie all’estro e alla bravura della cuoca Antonella. Dalla scrupolosa attenzione nella selezione delle materie prime, tese a valorizzare le prelibatezze locali, nascono delle gustose rivisitazioni dei piatti della tradizione toscana. l’Artilafo propone sempre un menù di terra e un altro di pesce, in cui si può scegliere tra flan e terrine, pappardelle e spaghetti alla chitarra rigorosamente fatti in casa, risotti e zuppette, bocconcini di pesce e selvaggina, dolci deliziosi.
Manca la carta dei vini ma si può fare affidamento su Bruno, che riesce a ben consigliare i clienti con abbinamenti azzeccati che si adattano a tutte le tasche. Buona e curata la cantina, ricca di etichette soprattutto italiane selezionate dal padrone di casa, sempre attento alle novità e ai piccoli produttori di qualità.
Negli ultimi anni Bruno e Antonella hanno deciso di trasformare in Osteria la prima sala a cui si accede al ristorante. I menù sono separati e i piatti proposti (come polenta, zuppa, stoccafisso, coniglio, trippa) sono più semplici, nella fattura e nella presentazione, rispetto a quelli del ristorante, ma ugualmente molto gustosi.
Si consiglia di prenotare soprattutto nel fine settimana. Il ristorante è aperto tradizionalmente quasi sempre solo per l’ora di cena.

Prezzo medio menù completo Osteria bevande escluse: 20 euro (per l’Osteria non si accettano carte di credito)
Prezzo medio menù completo Ristorante bevande escluse: 40 euro
Specialità: carne e pesce (con una leggere preferenza per la prima)

Artilafo
Via San Martino 33 Pisa
Tel. 050 27010
Giorno di chiusura Domenica
 


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Da Beni https://www.lakinzica.it/ristoranti-pisa-da-beni https://www.lakinzica.it/ristoranti-pisa-da-beni#comments Wed, 12 Oct 2011 15:45:23 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=8071 Ambiente raccolto, pochi tavoli (i coperti sono al massimo una trentina), una cucina sopraffina e molto raccontata. Questa è Da Beni ristorante di piazza della Pera di Damiano Lazzerini che descrive in modo appassionato e per certi versi pittoresco ogni singola portata del menù. Se si presta troppa attenzione il rischio è quello di ordinare tutti i piatti in lista. Non sarebbe però un azzardo: le portate della chef Sandra Biagioti hanno tutte come base ingredienti di ottima qualità provenienti per lo più dall’area locale, sono preparate in modo splendido e sono straordinariamente gustose.

Sono i piatti di pesce (spigole, dentici per lo più al vapore o al cartoccio) cucinato in modo “semplice” e con pochi ingredienti, in modo da preservarne il sapore originario, a costituire il marchio di fabbrica del locale. A questo si accompagnano altre prelibatezze come i filetti di mormora, ravioli alle verdure o a pesce, spaghetti agli scampi. Petto d’anatra, filetto, gustosi antipasti (sformatini, timballi, verdure ripiene,) e dessert (tra i quali la spettacolare crema calda con frutta e cioccolato) e altri piatti stagionali completano il menù.

Ricca è la carta dei vini, raccontata anche questa dal maitre del ristorante, che elenca numerose bottiglie “locali” pisane (anche di cantine immeritatamente poco note) e toscane.

Date le dimensioni e, l’affluenza, del locale la prenotazione è d’obbligo.

Prezzo 2 portate bevande escluse 30/35 euro
Specialità Pesce (soprattutto) e carne

Ristorante Da V. Beni
Piazza Chiara Gambacorti (o della Pera) 22
Tel. 050/25067


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Il Pinocchio di Paolo Tesi https://www.lakinzica.it/c%e2%80%99era-una-volta-un-pezzo-di-legno%e2%80%a6-le-opere-di-paolo-tesi-museo-della-grafica-pisa https://www.lakinzica.it/c%e2%80%99era-una-volta-un-pezzo-di-legno%e2%80%a6-le-opere-di-paolo-tesi-museo-della-grafica-pisa#comments Thu, 22 Sep 2011 15:40:27 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=8436 di Elena Di Stefano

Il traghettatore di giorno, opera di Paolo Tesi (2010, inchiostro su carta da manifesti murali

Il traghettatore di giorno, opera di Paolo Tesi (2010, inchiostro su carta da manifesti murali)

È in arrivo il nuovo appuntamento del ciclo “Un anno con Pinocchio” che il Museo della Grafica di Pisa sta dedicando alla più celebre figura collodiana. Dopo le esposizioni sul burattino di legno degli artisti e illustratori Guido Scarabattolo, Roberto Innocenti, Lorenzo Mattotti, Andrea Rauch e Antonio Bobò, arriva in questi giorni il Pinocchio di Paolo Tesi.

Si inaugura il 24 settembre alle ore 17.30 nel consueto scenario di Palazzo Lanfranchi la mostra che espone venti opere su carta tratte dai cicli presentati dall’artista a Catania e a Pistoia, rispettivamente nel 2010 e 2011, ultime esposizioni di un foltissimo elenco di mostre personali e collettive.

Paolo Tesi nasce a Pistoia nel 1945, dove frequenta la sezione di Pittura della Scuola d’Arte e prosegue gli studi al Magistero d’Arte e all’Accademia di Belle Arti a Firenze: è nel capoluogo toscano che inizierà a sviluppare la sua ricerca dalla pittura verso le tecniche dell’incisione e dell’illustrazione del libro. Nel corso della sua carriera Tesi ha prodotto molteplici opere di grafica, manifesti, dépliant e cataloghi e ha curato riviste d’arte e letteratura, edizioni e rassegne di grafica d’arte e libri d’artista. Nonostante si definisca “pittore con la tentazione di scrivere”, non ha mai rinunciato alla pittura più pura, realizzando, tra le altre opere, numerosi dipinti murali su commissione privata.

La lunga frequentazione tra Tesi e l’universo collodiano porta l’artista a pubblicare nel 2002 i dipinti realizzati nel corso di molti anni: appare così l’edizione illustrata del libro “Pinocchio. Le avventure di un burattino”.
Il Pinocchio di Tesi è una creatura dalla natura suggestivamente cartacea: il burattino di legno appare trasfigurato in una superficie di carta strappata e colorata, sulla quale prende forma e vita tra le tonalità accese del giallo, del rosa, del violetto e dell’indaco.

La Mostra ospitata dal Museo della Grafica offre una versione ancora diversa e assolutamente originale della celebre fiaba di Collodi, metafora di un percorso formativo e parabola della vita che continua ad affascinare generazioni di bambini in tutto il mondo.

C’era una volta un pezzo di legno… Le opere di Paolo Tesi
Museo della Grafica – Palazzo Lanfranchi, Lungarno Galilei 9 Pisa
24 Settembre – 13 Novembre 2011

Orari e biglietti
Da martedì a venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.30 alle 18.30
Sabato e domenica dalle 10.30 alle 18.30
Lunedì chiuso
Accesso diversamente abili

Biglietto di ingresso: 3 euro. 2 euro per Soci Coop, possessori biglietto ferroviario, membri Filarmonica, abbonati Rete Toscana Classica.
Gratuito per Studenti, Under 14, Over 65, Insegnanti, Accompagnatori, Guide turistiche).

Per informazioni
Museo della Grafica, Palazzo Lanfranchi
tel. 050/2216060 – 050/2216062 – 050/2216066
e-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it
Web: www.museodellagrafica.unipi.it

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Da Cucciolo https://www.lakinzica.it/trattoria-da-cucciolo https://www.lakinzica.it/trattoria-da-cucciolo#comments Mon, 19 Sep 2011 16:53:35 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=8039 Nascosto in una viuzza (o meglio in un chiasso) del quartiere di San Martino, questa trattoria  dedicata al più piccolo dei sette nani è in realtà uno dei migliori esempi di cucina tradizionale pisana presenti in città.

Zuppa, minestrone di riso, trippa, baccalà fritto, stoccafisso in umido, “polpetti” in guazzetto  sono un tuffo nel passato della cucina semplice e verace di una volta e fatta di pietanze cucinate con i prodotti del territorio.
Consigliatissimi sono i tagliolini al sugo di carne del mucco pisano tra i primi e il baccalà coi porri tra i secondi.

Il locale non è grandissimo, la sala è semplice ma accogliente e ospita una trentina di coperti. La prenotazione perciò è caldamente consigliata.
Riguardo al servizio occorre avere un po’ di pazienza perché tutte le portate sono espresse e “l’ambiente” è “familiare”.
La carta dei vini è piuttosto limitata e comprende una selezione di rossi e bianchi in prevalenza toscani.
Se volete mangiare degli onesti piatti pisani a prezzi modici, in un ristorante vero che non sbandiera l’inflazionata scritta “cucina tipica” all’ingresso, questo è il posto dove andare. Se siete alla ricerca di portate più sofisticate, piatti di “novelle cousine” e di un servizio impeccabile rivolgetevi altrove.

Prezzo medio due portate bevande escluse 15-20 euro
Specialità carne e pesce

Da Cucciolo
Vicolo Rosselmini 9, Pisa
Telefono: 050-26086


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Via San Martino https://www.lakinzica.it/via-san-martino https://www.lakinzica.it/via-san-martino#comments Thu, 26 May 2011 15:13:29 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=973 Pisa, via San Martino

Via San Martino

Via san Martino segue il tracciato dell’antica via romana verso Firenze ed era nel Medioevo la via principale del quartiere Kinzica popolato da mercanti (arabi, turchi ed ebrei).

Oggi è una bella strada del centro storico sulla quale si affacciano ristoranti, pub, locali e palazzi “storici”: la casa torre Palazzo Cevoli (n. 108), Palazzo Frachetti, oggi sede del Consorzio di Bonifica dei Fiumi e dei Fossi, progettato su disegno di Bartolomeo Ammannati impreziosito, all’interno di allegorie disegnate da Agostino Ghirlanda.

All’altezza di casa Tizzoni è stata collocata una statua romana dedica a Kinzica de Sismondi.


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La Stazione Leopolda https://www.lakinzica.it/la-stazione-leopolda https://www.lakinzica.it/la-stazione-leopolda#comments Thu, 26 May 2011 15:02:47 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=966 Pisa, Stazione Leopolda

Stazione Leopolda

La Leopolda era una delle stazioni della tratta ferroviaria realizzata dai Lorena nel 1844 per collegare il porto di Livorno a Pisa e a Firenze: è una delle più antiche linee ferroviarie al mondo ed è la terza costruita nel territorio italiano (la prima è del 1839 e collegava Napoli a Portici).

Con l’unità d’Italia e la costruzione della “ferrovia tirrenica”, la ferrovia Lepolda perse la sua importanza fino ad essere in gran parte smantellata.

Dal 1929 la Lepolda ha ospitato il mercato ortofrutticolo e in seguito al trasferimento dello stesso in altra sede, su iniziativa di alcune associazioni e del comune dal 2002 lo spazio è stato adibito a “location” di mostre, rassegne e spettacoli gestito dall’associazione Casa della città Leopolda.

Nei locali della Leopolda si trovano anche una ludoteca, una sola prove, una fumettoteca (intitolata a Jack Kirby il disegnatore che ha creato i Fantastici Quattro, Thor, Iron Man, Pantera Nera, Hulk e gli X-Men) e un centro multimediale.

 

 

 

Foto pubblicata per gentile concessione della Casa della città Lepolda.

La Stazione Leopolda
Casa della Città Leopolda (La Leopolda)

Piazza Guerrazzi, 56125 Pisa
tel.: 050.21531
e-mail info@leopolda.it
web ww.leopolda.it


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La statua di Kinzica https://www.lakinzica.it/la-statua-di-kinzica https://www.lakinzica.it/la-statua-di-kinzica#comments Thu, 26 May 2011 14:54:06 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=958 La statua di Kinzica

La Statua di Kinzica

In via San Martino, all’altezza del civico 21 presso Casa Tizzoni è collocata una statua romana dedicata a Kinzica de Sismondi. Si tratta di un bassorilievo proveniente da un sarcofago del III secolo d.c. e raffigurante una musa (o una matrona).

Il volto è stato in parte rielaborato nel XII secolo quando la cittadinanza e le maestranze pisane decisero di dedicare la statua alla giovane Kinzica De’ Sismondi per aver salvato Pisa (nei primi decenni del XI secolo).

Una  notte infatti la ragazza si accorse che i saraceni erano entrati in città: prima che i pirati mettessero a ferro e a fuoco la città, Kinzica riuscì a dare l’allarme avvisando i Consoli che allertarono la popolazione facendo suonare le campane della Torre del palazzo degli Anziani.
Fallito l’attacco a sorpresa i Saraceni si ritirarono.

Secondo un’altra versione della leggenda, la stessa Kinzica guidò la rivolta incitando i soldati a resistere e a sconfiggere gli invasori fino ad ottenere una netta vittoria contro i “pirati”.

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Piazza Vittorio Emanuele II https://www.lakinzica.it/piazza-vittorio-emanuele-ii https://www.lakinzica.it/piazza-vittorio-emanuele-ii#comments Thu, 26 May 2011 14:45:09 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=952 Pisa, Piazza Vittorio Emanuele II

Piazza Vittorio Emanuele II

Dedicata al primo re d’Italia, la cui gigantesca statua (1890) campeggia nell’aiuola centrale,  la piazza è un importante snodo per il traffico cittadino.

Sono ancora ben visibili i cantieri del parcheggio sotterraneo (già operativo ma non ancora ultimato) la cui realizzazione in atto da sei anni ha sollevato una serie di polemiche in città.

Su Piazza Vittorio Emanuele II si affacciano (dalla parte della Stazione Centrale) due edifici di stile neo-gotico realizzati nel primo ‘900:  il palazzo delle Poste e quello della Provincia. Hanno entrambi un curioso andamento ricurvo per affacciarsi sulla Piazza che ha una forma ellittica.


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Museo della Grafica e Palazzo Lanfranchi https://www.lakinzica.it/museo-della-grafica-e-palazzo-lanfranchi https://www.lakinzica.it/museo-della-grafica-e-palazzo-lanfranchi#comments Wed, 25 May 2011 09:47:32 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=758 Palazzo Lanfranchi è il bel palazzo cinque-seicentesco in marmo bianco e mattoni rossi che si trova sul Lungarno Galilei, tra Vicolo Lanfranchi e Vicolo Da Scorno. Costruito su un nucleo di case torri e costruzioni medievali del XII-XIV secolo, deve il suo nome a una delle più antiche e celebri famiglie pisane: i Lanfranchi, casata della prima aristocrazia consolare pisana, protagonista della scena politica cittadina durante l’epoca comunale e sotto la dominazione fiorentina. Fu il canonico Alessandro Lanfranchi ad acquistare nel 1539 il complesso edilizio sul Lungarno, realizzandovi un’importante opera di ristrutturazione che ne unificò le varie parti in una struttura pressoché identica all’aspetto attuale. L’imponente aspetto testimoniava all’epoca la prestigiosa collocazione sociale ed economica della famiglia.

I tre piani di Palazzo Lanfranchi presentano eleganti finestre ornate da timpani triangolari e semicircolari, al pian terreno, e al primo piano e da cornici in pietra, al secondo piano. L’imponente portone è sormontato da un terrazzo con portale sul quale spicca lo stemma marmoreo dei Lanfranchi.
Con i successivi passaggi di proprietà furono apportate alcune modifiche all’interno: in particolare, la ristrutturazione ottocentesca portò all’abbattimento delle due scale seicentesche e alla realizzazione del grande pozzo scale nel centro del Palazzo.

Oggi sono ancora visibili alcune tracce degli edifici più antichi: le superfici di tre pilastri al pian terreno e una parete non intonacata che rivela strutture architettoniche medievali, visibile dal vicolo Lanfranchi.

Ospitato negli ambienti di Palazzo Lanfranchi e nato nel 2007 per volontà del Comune e dell’Università di Pisa, il Museo della Grafica è una delle più importanti raccolte pubbliche di grafica contemporanea, in cui sono confluite le collezioni universitarie del Gabinetto Disegni e Stampe del Dipartimento di Storia delle Arti.
La collezione, iniziata nel 1958 dallo storico dell’arte Carlo Ludovico Ragghianti, include diversi nuclei: le donazioni degli studiosi Sebastiano Timpanaro e Giulio Carlo Argan, donazioni di artisti italiani e stranieri su invito dello stesso Ragghianti (da Bruno Munari, ad Arnaldo e Giò Pomodoro a Pablo Picasso) e raccolte documentarie.

La raccolta Timpanaro è composta da oltre 1000 pezzi tra i quali spicca la sezione otto-novecentesca: le acqueforti di Giovanni Fattori ed Erik Desmazières, le incisioni di Giorgio Morandi, le prove grafiche di Eugenio Montale e disegni e incisioni di Carlo Carrà, Giorgio De Chirico, Lucio Fontana, Renato Guttuso, Mino Maccari, Giacomo Manzù, Marino Marini, Toti Scialoja, Giuseppe Viviani e molti altri.

La donazione Argan è un’altra preziosa parte della collezione e conta oltre 600 tra incisioni e disegni di molti tra i più rappresentativi artisti italiani del secondo Novecento.  La parte restante dei reperti esposti nel Museo della grafica proviene dal deposito perpetuo concesso nel 1967 dalla Calcografia Nazionale di Roma, contente un’ampia raccolta di incisioni e repertori di numismatica, statuaria e urbanistica antica e la ricca collezione di documenti di mostre tenute in diverse parti d’Italia dagli anni ‘50 agli anni ’70, che include curiosità come manifesti di contenuto artistico, politico e satirico, biglietti da visita, fotografie e curricula di artisti.

Il Museo della grafica organizza mostre temporanee, visite guidate, workshop e laboratori didattici con le scuole, e cura pubblicazioni tematiche.

Lo sapevate che:

La decorazione trecentesca “con pittura a vaio”, motivo ornamentale comune ad altri illustri palazzi pisani che si affacciano sui Lungarni, ancora oggi visibile su alcune pareti del Palazzo, fu probabilmente commissionata dal lanaiolo pisano Betto Stefani come voluta testimonianza di “status symbol”: era infatti uno stile di pittura che imitava la preziosità della pelliccia.

Foto pubblicate per gentile concessione del Museo della Grafica.

 

Pisa, Museo della grafica Erik Desmazières: Le magasin de Robert Capia (acquaforte, acquatinta e rotella, 2008) Giovanni Fattori: La donna del Gabbro (acquaforte) Palazzo Lanfranchi, sede del Museo della Grafica Scialoja; Composizione in nero, giallo e bianco; tempera, (1957) L'esterno del museo

 

Museo della Grafica
Palazzo Lanfranchi, Lungarno Galilei 9
Tel. 050/2216060 – 050 2216066
e-mail museodellagrafica@adm.unipi.it
web www.museodellagrafica.unipi.it

Accesso: dal martedì al venerdì, 10:30 – 12:30 ; 16:30 – 18:30;sabato e domenica, 10:30 – 18:30
lunedì chiuso
Accesso disabili consentito
Chiusura: tutti i lunedì, 01/01 (Capodanno), domenica di Pasqua, 02/06 (festa della Repubblica), 09-23/08 (chiusura estiva), 25/12 (chiusura natalizia), 31/12 (San Silvestro)

Biglietto:
Biglietto di ingresso ed  Esposizioni temporanee: 3 euro
Biglietto per soci Coop, possessori biglietto ferroviario, membri Conservatorio Puccini, abbonati Rete Toscana Classica: 2 euro
Biglietto gratuito per accedere alla Collezione permanente per Studenti, under 14, over 65, Dipendenti universitari, Dipendenti comunali, Insegnanti, Accompagnatori, Guide turistiche.
Visite guidate (Gruppi fino ad un massimo di 25; Associazioni non pisane): 30 euro
Visite guidate (Scuole). 20 euro
Visite guidate (Associazioni pisane; sabato mattina): Gratuito

Per le scuole scaricare il modulo dal sito web del Museo ed inviarlo o via fax al numero 050 2216065 o via e-mail: museodellagrafica@adm.unipi.it

Biblioteca e Archivio: accesso su appuntamento contattando il numero 050/2216064


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Piazza della Pera (o Piazza Chiara Gambacorti) e la Pera https://www.lakinzica.it/piazza-della-pera-o-piazza-chiara-gambacorti-e-la-pera https://www.lakinzica.it/piazza-della-pera-o-piazza-chiara-gambacorti-e-la-pera#comments Wed, 25 May 2011 09:25:27 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=752 Pisa, piazza della Pera

Piazza della Pera

Entrando in Via San Martino da Corso Italia, dopo poche decine di metri si trova sul marciapiede destro una grossa pietra rotondeggiante a forma di pera: si tratta probabilmente dei resti di un monumento funerario di origine etrusca che fu collocato in epoca romana su un cippo all’angolo di via San Martino.

Alla “pera” in pietra si devono il nome di via della Pera, che in quel punto fa angolo con Via San Martino, e quello della Piazza adiacente, comunemente nota come Piazza della Pera sebbene il suo nome ufficiale sia Piazza Chiara Gambacorti: dall’omonima santa pisana nata nel potente casato mercantile dei Gambacorti che fondò a Pisa nel Trecento il primo monastero domenicano.

Posta tra Corso Italia e Via San Martino, Piazza Chiara Gambacorti è una piacevole piazza rettangolare sulla quale si affacciano edifici dalle facciate variopinte: alcuni bei fabbricati di epoca ottocentesca, altri di più umile fattura, il retro di una casa torre in laterizio Tre-Quattrocentesca.

Decorata con alberi e panchine, la piazza è animata da botteghe e ristoranti che vi si affacciano ed è un punto di ritrovo sociale spesso utilizzato anche per manifestazioni cittadine.
L’aspetto che ha oggi Piazza Gambacorti è frutto del recupero urbano voluto dal Comune negli anni Novanta per risanare l’area che versava in stato di degrado dopo il grave crollo di una parte di edifici, causato da una tragica fuga di gas nel 1981.

La storia di Piazza della Pera non è oggi visibile a occhio nudo: sull’area sorgeva infatti la Chiesa romanica di San Lorenzo in Chinzica, con annesso cimitero, attestata sin dal 1127. Fondata da una famiglia pisana e sempre appartenuta a casate nobiliari pisane (tra le quali anche i Gambacorti), la Chiesa fu profanata e sconsacrata nel 1784. Adibita a bottega di maniscalco e poi a scuderia di cavalli, subì nel tempo parziali crolli e furti finché i resti della Chiesa furono demoliti negli anni Trenta del Novecento per costruirvi un mercato di verdure con pensilina.

Importanti indagini archeologiche, condotte nel 2004-2005 dal Dipartimento di Scienze Archeologiche dell’Università di Pisa, hanno consentito di individuare le diverse stratificazioni dell’area dell’attuale Piazza Gambacorti dal XII Secolo a oggi ed hanno fornito preziose conoscenze storiche e antropologiche.


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Giardino Scotto e Cittadella Nuova https://www.lakinzica.it/giardino-scotto-e-cittadella-nuova https://www.lakinzica.it/giardino-scotto-e-cittadella-nuova#comments Wed, 25 May 2011 08:46:20 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=745 Posto tra Piazza Guerrazzi e i lungarni Fibonacci e Galilei si trova un ampio giardino fiancheggiato dalle mura e dai bastioni della Cittadella Nuova, fortezza costruita dai Fiorentini non come difesa contro gli assalti esterni a Pisa ma come monito nei confronti dei Pisani a non ribellarsi e baluardo per controllare la città.

La fortezza originaria (chiamata Nuova per distinguerla dalla Cittadella più vecchia posta dall’altra parte del fiume), costruita nel 1468 fu distrutta da una rivolta e ricostruita nel 1512 su un progetto dell’architetto fiorentino Giuliano da Sangallo. I bastioni visibili da piazza Toniolo e da via Sangallo presentano ancora le bocche per cannoni e bombarde rivolte contro la città: la Fortezza Nuova fu infatti uno dei primi bastioni militari italiani edificati tenendo conto dell’impiego delle armi da fuoco.

Gravemente danneggiata dai bombardamenti alleati durante la Seconda Guerra mondiale, la Fortezza Nuova e il giardino hanno subito vari restauri, l’ultimo completato nel 2008.

L’ampio giardino all’interno è stato realizzato nel XIX secolo da Giovanni Caluri per la famiglia Scotto che acquistò nel 1798 la fortezza da Pietro Leopoldo di Lorena. Il giardino faceva parte del palazzo Scotto-Orsini andato completamente distrutto durante la Seconda Guerra Mondiale.

L’interno del Giardino Scotto comprende un parco giochi per bambini, un camminamento lungo le mura delle fortificazioni (in gran parte inaccessibile al pubblico), delle scale, un anfiteatro naturale e un giardino ricco di piante centenarie (il gigantesco platano che sovrasta tutti gli altri alberi fu piantato in occasione di uno spettacolo teatrale di Carlo Goldoni rappresentato al “Verdi”).

Il giardino Scotto è un luogo frequentato da studenti, famiglie e turisti per godere di qualche momento di pace nel verde e al riparo dai rumori del traffico e della città.

 
I bastioni e le bocche dei cannoni puntate sulla città Il giardino Le scale che danno sull'anfiteatro La torre della Cittadella Nuova Le mura e la torre Il camminamento delle mura Il platano gigantesco piantato in onore di Carlo Goldoni Il Giardino Scotto  
Fortezza Nuova e Giardino Scotto
Si accede al giardino dal Lungarno Leonardo Fibonacci o da via di Fortezza (traversa di via Bovio)

Accesso gratuito: gennaio, novembre e dicembre dalle 9:30 alle 16:30; febbraio, marzo e ottobre dalle 9:00 alle 18:00; aprile dalle 9:00 alle 19:00; maggio, giugno e settembre: dalle 9:00 alle 20:00; luglio e agosto dalle 8:00 alle 20:00.


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Corso Italia https://www.lakinzica.it/corso-italia https://www.lakinzica.it/corso-italia#comments Tue, 24 May 2011 16:52:16 +0000 https://www.lakinzica.it/?p=740 È la via  principale della parte meridionale di Pisa e collegando Piazza Vittorio Emanuele II con Piazza XX settembre (“In Banchi”) costituisce la principale arteria cittadina pedonale della parte meridionale di Pisa.

Lungo Corso Italia sono presenti molti negozi di celebri marchi commerciali italiani e stranieri. Favorita dalla zona pedonale e dalla collocazione centrale è una strada frequentatissima dalle prime ore del mattino fino alla tarda serata.

Nei giorni festivi e nel sabato Corso Italia è letteralmente presa d’assalto da ragazzi e adolescenti che si riversano sulla strada e si divertono facendo le “vasche”, ovvero passeggiando avanti e indietro senza meta.

All’altezza della Chiesa di santa Maria del Carmine, campeggia la statua di Nicola Pisano, e su Corso Italia si affacciano anche il seicentesco Palazzo Simoneschi (n.59), palazzo Gambacorta (n.58) e la trecentesca Chiesa di san Domenico rifatta nel XVIII e recentemente restaurata.

 

Foto di Veronica Lorenzetti
Corso Italia La statua di Nicola Pisano Uno scorcio di Corso Italia


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Santo Sepolcro (o San Sepolcro) https://www.lakinzica.it/santo-sepolcro-o-san-sepolcro https://www.lakinzica.it/santo-sepolcro-o-san-sepolcro#comments Wed, 18 May 2011 15:28:14 +0000 https://www.lakinzica.it/web/?p=142 Edificata nel 1173 per l’ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme da Diotisalvi (come ricorda il distico posto su una lastra di marmo presente nel campanile) Santo Sepolcro era una delle numerose chiese che nel Medioevo si affacciavano sulla riva sinistra dell’Arno.

Il Santo Sepolcro passò poi all’Ordine dei Cavalieri di Malta (erede di quello degli Ospitalieri) e quando quest’ultimo fu soppresso al Granducato di Toscana e poi al Regno di Italia.

Di ritorno dalla vittoriosa prima crociata (1112) i pisani guidati dal Vescovo Dagoberto vollero infatti costruire una struttura che fosse chiesa, ospedale e convento prendendo come modello, per l’interno il Santo Sepolcro di Gerusalemme, e per l’esterno la Moschea di Omar considerata erroneamente il Tempio di Re Salomone.

La costruzione di una chiesa a pianta centrale, a forma ottagonale (o circolare) ispirate al Santo Sepolcro fu molto comune nel XII secolo: si ricordano la Chiesa Rotonda (Cambridge) e la Temple Church (Londra) in Inghilterra, Santa Maria (Eunate) in Spagna, La Basilica di San Jacques (Neuvy-Saint-Sépulchre) in Francia e in Italia la Rotonda di San Lorenzo (Mantova), il Santo Sepolcro all’interno del complesso di Santo Stefano (Bologna) e San Vitale (Ravenna)

San Sepolcro ha una pianta ottagonale ed è realizzata interamente in pietra con pilastri angolari e due monofore per lato.

Nonostante rifacimenti e i segni di diverse fasi costruttive l’interno presenta ancora l’originario disegno geometrico ricco di influssi “esoterici”: un tiburio centrale sormontato da una cupola a base ottagonale i cui pilastri sono equidistanti tra loro e dal basamento sempre ottagonale della Chiesa.
La pianta ottagonale è al tempo stesso un riferimento esoterico, un simbolo della religione cristiana e la rappresentazione dell’unione e dell’armonia tra il cerchio, che simboleggia l’infinito, il cielo, la luce, Dio, e un quadrato, iscritto all’interno del cerchio stesso, che simboleggia invece il “finito” la terra, l’oscurità, l’uomo. L’ottagono dunque rappresenta il tentativo di avvicinare il quadrato il cerchio, l’umano al divino ed è in sostanza la quadratura del cerchio. Inoltre l’otto rovesciato è il simbolo dell’infinito. Sono questi motivi della tradizione cristiana per la quale la base di battisteri e fonti battesimali è ottagonale in modo da simboleggiare la “rinascita”, l’ingresso nella comunità cristiana e la vicinanza a “Dio”. Curiosamente l’intero edificio risulta iscrivibile in un cubo di circa 24 metri di lato.

Alla destra della porta di ingresso principale si trova il reliquario contenente la secchia (e un tempo anche le reliquie ora traslate nella Chiesa parrocchiale di Calcinaia) di Santa Ubaldesca.

Proprio davanti all’ingresso è posta la tomba di Maria Mancini, nipote del Cardinale Mazzarino sposa del vicerè di Napoli Lorenzo Onofrio Colonna e, soprattutto, in tenera età, favorita di Luigi XIV (il Re Sole) di Francia.

San Sepolcro Il campanile L'epigrafe di Diotisalvi Le slanciate architetture interne La tomba di Maria Mancini Colonna La chiesa di san Sepolcro e il campanile
Santo Sepolcro
Indirizzo: Piazza san Sepolcro
Ingresso gratuito lunedì mercoledì, giovedì e venerdì dalle 15:30 alle 17:00.
Per gli altri giorni e negli altri orari solo su prenotazione (Cristina Ancis 3467018142)

Lo sapevate che:

…Santa Ubaldesca dedicò la vita alla cura dei malati e degli indigenti. Il suo miracolo più celebre ebbe luogo proprio nella chiesa di San Sepolcro dove la santa si recava in preghiera e all’assistenza dei poveri e dove trasformò in vino l’acqua del pozzo della chiesa.

 


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Santa Maria del Carmine https://www.lakinzica.it/santa-maria-del-carmine https://www.lakinzica.it/santa-maria-del-carmine#comments Wed, 18 May 2011 15:17:59 +0000 https://www.lakinzica.it/web/?p=136 Il chiostro "nascosto" della chiesa di Santa Maria del Carmine

Chiostro della chiesa di Santa Maria del Carmine

Sorge sulla piazza omonima e si sviluppa lungo la via del Carmine. Fu costruita nel XIV secolo insieme all’annesso convento ha un interno ad aula monastica impreziosito da altari barocchi e da tele di “minori” del XV e XVII secolo impreziosite da stucchi.

Nel passato Santa Maria del Carmine era ricchissima di opere d’arte: la più rinomata è senza dubbio l’Ancona del Masaccio che è stata smembrata e le cui parti sono ora in esposizione nei musei italiani (San Matteo di Pisa e Capodimonte di Napoli) europei (National Gallery di Londra e Museo Statale di Berlino) e statunitensi (Paul Getty Museum di Malibu).

Al primo altare a sinistra è collocata la tela “I santi Alberto, Lucia e altri santi” di Aurelio Lomi.
Dalla sacrestia si accede al chiostro seicentesco, un’oasi del “tempo che fu” collocata nel bel mezzo dell’era moderna (dal chiostro si vedono i palazzi costruiti nel XIX secolo e quelli ancora più moderni edificati negli anni ’60 e ’70 del XX secolo.

Davanti alla facciata di Santa Maria del Carmine è stata collocata la statua di Nicola Pisano.

 

 

Santa Maria del Carmine
Corso Italia 85
Ingresso gratuito: ogni giorno dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 18:30


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San Martino https://www.lakinzica.it/san-martino https://www.lakinzica.it/san-martino#comments Wed, 18 May 2011 14:56:24 +0000 https://www.lakinzica.it/web/?p=105 Posta nell’omonima piazza che fa da congiunzione tra via San Martino e via Ceci, è una chiesa imponente costruita in laterizi con l’eccezione della facciata seicentesca realizzata in marmo.

L’interno di San Martino è a una sola navata e stupisce per le ampie dimensioni e l’atmosfera malinconia generata dalla scarsa illuminazione. Gli altari dislocati ai lati (tre per parete) sono impreziositi da tele tra le quali spicca il Sant’Andrea del pittore pisano Aurelio Lomi (primo altare sulla destra).

Sempre sulla parete destra si trova il Crocefisso su Tavola di Enrico di Tedice (della metà del XII secolo) raffigurante Cristo “morto” con la testa inclinata da una parte e il volto segnato da un’espressione di dolore. Sulla croce (o meglio sul tabellone) sono disegnate scene della Passione.

Poco più avanti, sempre sulla navata destra, sopra l’ingresso della Cappella del Sacramento è stato collocato l’altorilievo San Martino e il Povero proveniente dalla facciata della chiesa: è rappresentato Martino di Tours, ai tempi nei quali era ancora un militare, che dona a un mendicante semi-nudo una parte del suo mantello stracciato in due con la spada.

All’altezza del terzo altare sulla destra si trova l’urna che raccoglie le spoglie di Santa Bona di Pisa, patrona delle assistenti di volo.

 

 

Lo sapevate che:

…Ogni 29 maggio, giorno della ricorrenza di Santa Bona, le hostess si ritrovano nella chiesa di San Martino per manifestare la loro devozione alla Santa.
Nata proprio nel quartiere di San Martino nel 1157, Santa Bona ha dedicato la sua vita ad assistere e ad accompagnare i pellegrini nei viaggi, al tempo lunghi, faticosi e pericolosi, verso santuari e i luoghi di culto della chiesa cattolica. Compì un viaggio in Terra Santa e ben nove (dalla durata di nove mesi ciascuno) verso il santuario di Santiago di Compostela in Galizia (Spagna).
In tarda età decise di compiere da sola l’ultimo pellegrinaggio a Santiago che effettuò solo grazie a un miracolo: fu accompagnata in volo da san Giacomo (Santiago) e tornò a Pisa con una manciata di conchiglie di Santiago de Compostela come prova del viaggio straordinario.

 
La bianca facciata L'altorilievo di san Martino L'interno a una sola navata Le reliquie di santa Bona Il Crocifisso su tavola di Enrico di Tedice
San Martino
Piazza San Martino 1
Ingresso gratuito: tutte le mattine 9:00/12:00


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