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Santo Sepolcro (o San Sepolcro)


Edificata nel 1173 per l’ordine degli Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme da Diotisalvi (come ricorda il distico posto su una lastra di marmo presente nel campanile) Santo Sepolcro era una delle numerose chiese che nel Medioevo si affacciavano sulla riva sinistra dell’Arno.

Il Santo Sepolcro passò poi all’Ordine dei Cavalieri di Malta (erede di quello degli Ospitalieri) e quando quest’ultimo fu soppresso al Granducato di Toscana e poi al Regno di Italia.

Di ritorno dalla vittoriosa prima crociata (1112) i pisani guidati dal Vescovo Dagoberto vollero infatti costruire una struttura che fosse chiesa, ospedale e convento prendendo come modello, per l’interno il Santo Sepolcro di Gerusalemme, e per l’esterno la Moschea di Omar considerata erroneamente il Tempio di Re Salomone.

La costruzione di una chiesa a pianta centrale, a forma ottagonale (o circolare) ispirate al Santo Sepolcro fu molto comune nel XII secolo: si ricordano la Chiesa Rotonda (Cambridge) e la Temple Church (Londra) in Inghilterra, Santa Maria (Eunate) in Spagna, La Basilica di San Jacques (Neuvy-Saint-Sépulchre) in Francia e in Italia la Rotonda di San Lorenzo (Mantova), il Santo Sepolcro all’interno del complesso di Santo Stefano (Bologna) e San Vitale (Ravenna)

San Sepolcro ha una pianta ottagonale ed è realizzata interamente in pietra con pilastri angolari e due monofore per lato.

Nonostante rifacimenti e i segni di diverse fasi costruttive l’interno presenta ancora l’originario disegno geometrico ricco di influssi “esoterici”: un tiburio centrale sormontato da una cupola a base ottagonale i cui pilastri sono equidistanti tra loro e dal basamento sempre ottagonale della Chiesa.
La pianta ottagonale è al tempo stesso un riferimento esoterico, un simbolo della religione cristiana e la rappresentazione dell’unione e dell’armonia tra il cerchio, che simboleggia l’infinito, il cielo, la luce, Dio, e un quadrato, iscritto all’interno del cerchio stesso, che simboleggia invece il “finito” la terra, l’oscurità, l’uomo. L’ottagono dunque rappresenta il tentativo di avvicinare il quadrato il cerchio, l’umano al divino ed è in sostanza la quadratura del cerchio. Inoltre l’otto rovesciato è il simbolo dell’infinito. Sono questi motivi della tradizione cristiana per la quale la base di battisteri e fonti battesimali è ottagonale in modo da simboleggiare la “rinascita”, l’ingresso nella comunità cristiana e la vicinanza a “Dio”. Curiosamente l’intero edificio risulta iscrivibile in un cubo di circa 24 metri di lato.

Alla destra della porta di ingresso principale si trova il reliquario contenente la secchia (e un tempo anche le reliquie ora traslate nella Chiesa parrocchiale di Calcinaia) di Santa Ubaldesca.

Proprio davanti all’ingresso è posta la tomba di Maria Mancini, nipote del Cardinale Mazzarino sposa del vicerè di Napoli Lorenzo Onofrio Colonna e, soprattutto, in tenera età, favorita di Luigi XIV (il Re Sole) di Francia.


Santo Sepolcro
Indirizzo: Piazza san Sepolcro
Ingresso gratuito lunedì mercoledì, giovedì e venerdì dalle 15:30 alle 17:00.
Per gli altri giorni e negli altri orari solo su prenotazione (Cristina Ancis 3467018142)

Lo sapevate che:

…Santa Ubaldesca dedicò la vita alla cura dei malati e degli indigenti. Il suo miracolo più celebre ebbe luogo proprio nella chiesa di San Sepolcro dove la santa si recava in preghiera e all’assistenza dei poveri e dove trasformò in vino l’acqua del pozzo della chiesa.

 


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