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Mini-guida ai film natalizi


Capodanno a New York (locandina)

Capodanno a New York uno dei film natalizi e di fine anno in arrivo anche nelle sale pisane

Saranno le feste, sarà per lo spirito natalizio, sarà forse per l’uscita contemporanea di blockbuster e “film di grido”, fatto sta che il periodo di fine anno è quello che fa registrare la maggior affluenza del pubblico al cinema. Ecco allora una mini-guida per orientarsi tra i film natalizi, elencati in ordine sparso, presenti nelle sale di Pisa e Provincia.

Sherlock Holmes – Gioco di ombre (regia di Guy Ritchie. Con Robert Downey Jr., Jude Law, Noomi Rapace, Stephen Fry e Jared Harris. GBR/USA 129′ azione).
Tornano Sherlock Holmes (Robert Downey Jr.) e l suo fido “pard” il dott. Watson (Jude Law) questa volte alle prese con il diabolico piano del genio del male Moriarty (Jared Harris) apparso per solo nel finale dell’episodio precedente. L’antefatto è costituito da una serie di attacchi terroristici a Strasburgo e Vienna. Holmes cominicia così a indagare con Watson, strappato alla sua luna di miele, e con il suo strampalato fratello Mycroft. Tra ardite soluzioni registiche (flashforward), scene d’azione, dialoghi brillanti, e la brillante intesa tra i due protagonisti, il film si dipana in modo gradevole e avvincente per un paio d’ore rivelandosi come uno dei migliori film-action usciti nell’ultimo lustro.

Vacanze di Natale a Cortina (regia Neri Parenti. Con Christian De Sica, Sabrina Ferilli, Ricky Memphis, Valeria Graci, Katia Follesa. ITA Commedia 113′)
Il cinepanettone del 2011 torna là dove era nato nel 1983, a Cortina con Vacanze di Natale. La formula è quella classica. C’è il protagonista, il fedifrago pentito (De Sica) contornato da spalle che ricalcano gli stereotipi di certa commedia all’italiana: la moglie tradita che tradisce (Sabrina Ferilli), l’esimio professionista (un sempre grandissimo Ivano Marescotti), la donna bella e disponibile (Olga Calpajiu), l’assistente fac-totum astuto e virile (Dario Bandiera). Truce sentimentalismo, luoghi comuni, comportamenti ciarlieri e cialtrone e qualche parolaccia conducono la storia che strappa più di un sorriso ma che lascia lo spettatore con la sensazione che la realtà, o per meglio dire la cronaca, abbia superato la fantasia.

Il Gatto con gli Stivali (regia di Chris Miller, USA Animazione 90 minuti)
Come un mago estrae il coniglio dal cappello, così la Dreamworks Animation riprende un personaggio dell’universo dell’orco Shrek dedicandogli un film “tutto suo”. Il tentativo è ardito ma il risultato è buono anche se non fa gridare al miracolo. “Gatto” non fa gli occhi dolci ed è meno sornione della versione vista con Ciuchino e Fiona. Sembra un incrocio tra Zorro, D’Artagnan e il Corsaro Nero tirando fendenti a destra a manca per salvare l’amico di infanzia Humpty Dumpty (un uovo antropomorfo) peraltro ottimamente caratterizzato. Gradevoli sono anche gli altri nuovi personaggi come la scaltra gattina Kitty e la coppia di fuorilegge Jack e Jill. Come da tradizione DreamWorks, il Gatto con gli stivali non è il solito film di animazione ma presentando vari gradi di lettura è adatto tanto ai piccoli quanto ai grandi.

Le Idi di Marzo (regia di George Clooney. Con Ryan Gosling, George Clooney, Philip Seymour Hoffman, Paul Giamatti, Marisa Tomei. USA Thriller 101′)
Dopo “In amore niente regole” Clooney torna dietro la macchina da presa in film che sembra realizzato dal miglior Robert Redford: un action-drama che indaga su alcuni dei limiti più inquietanti e paradossali della politica, la perdita dell’innocenza e la disullusione. L’esperto di comunicazione Stephen Meyers (Ryan Gosling) viene chiamato da Mike Morris (George Clooney) per risollevare le possibilità di successo della sua candidatura alle primarie del partito democratico. Senza svelare troppo della trama Meyers finisce negli intrighi del formalmente inappuntabile Morris che in realtà tanto inappuntabile non è. Clooney si destreggia alla grande maneggiando la patata bollente di un film che parla di politica (ma che non è contro la politica): risulta avvincente e convincente mettendo in luce la collusione tra stampa e politica e gli spesso eccessivi compromessi con la propria coscienza che sceglie di adottare chi ha a che fare con la politica senza adattarsi al bieco qualunquismo de “i politici sono tutti uguali” ma affermando sempre che c’è una possibilità di scelta. Il problema è prenderla.

Capodanno a New York (regia di Garry Marshall. Con Robert De Niro, Zac Efron, Lea Michele, Ashton Kutcher, Jessica Biel. USA Commedia 118′)
Commedia sentimentale corale di Marshal habitué del genere con “Donne, regole… e tanti guai!” e “Appuntamento con l’amore” e “Pretty Woman”. Si tratta di una commedia dal lieto fine zuccheroso assicurato. Protagonisti sono personaggi “al limite” che trovano a fine anno il giusto sollievo alle loro sofferenze e il premio per i loro sogni. La matura segretaria Ingrid (Michelle Pfeiffer) conforta il giovane Paul (Zac Efron) , la rockstar (Jon Bon Jovi) è sulle tracce d iuna vecchia fiamma (Katherine Heigl), la manager (Hilary Swank )si ricongiunge con il padre gravemente malato (Robert De Niro), il giovane malinconico condizionato da una storia del passato (Ashton Kutcher) viene folgorato da una giovana cantante (Lea Michele), una madre-single divorziata (Sarah Jessica Parker) va a un appuntamento al buio.

Arthur e la guerra dei due mondi (regia di Luc Besson, FRA animazione 101′)
Con un po’ di ritardo (il film è del 2010) arriva nel nostro Paese l’ultimo film delle serie i Minimei firmata da Luc Besson (“Nikita”, “Leon” “Il Quarto elemento”). Il cattivone Maltazard ha orami assunto dimensioni inquietanti (è alto due matri) e vuole conquistare il mondo. Arthur, Sélénia e Bétamèche sono gli unici che possono fermarlo anche se sono in versione lillipuziana contando sull’aiuto di un prezioso ma insospettabile alleato…

Il Principe del Deserto (regia di Jean-Jacques Annaud. Con Tahar Rahim, Antonio Banderas, Mark Strong, Freida Pinto, Riz Ahmed. FRA Drammatico 130′)
Due sultani decidono di riporre nel fodero e di porre fine a una lunga guerra sul possesso del territorio battezzato la “Striscia gialla”. Per suggellare l’accordo di pace i figli di uno Nesib (Mark Strong) saranno adottati e cresciuti dall’altro Nesib (Antonio Banderas). Quando un faccendiere americano comunica a Nesib che nel territorio oggetto del contendere c’è il petrolio, l’accordo comunicia a scricchiolare. Annaud racconta con un film di avventura vecchio stile la storia dell’eroe che rinasce ed è pronto a riscattarsi.

Finalmente la felicità (regia di Leonardo Pieraccioni. Con Leonardo Pieraccioni, Ariadna Romero, Rocco Papaleo, Andrea Buscemi. ITA Commedia 93′)
Torna Pieraccioni con la sua spensierata commedia romantica a lieto fine. Questa volte l’attore fiorentino è Benedetto un musicista quarantenne che insegna al Conservatorio di Lucca avendo un sogno nel cassetto e aspettando una seconda chance sentimentale dopo che la prima è andata male. L’opportunità si presenta quando arrivano gli inviati della trasmissione televisiva “C’è posta per Te” di Maria De Filippi consegnandogli una lettera scritta da una splendida ragazza (Ariadna Romero) che sostiene di essere la sorella adottata a distanza tanti anni prima. Si tratta di una variante della “solita” formula delle commedie buoniste di Pieraccioni, quelle incentrate sulle vicende di uomini di buon animo che nonostante siano feriti dall’amore attendono sempre una nuova occasione che si presenta sempre con le splendide fattezze di una ragazza dalla bellezza eterea. Che fortuna!

Il figlio di Babbo Natale in 3D (Regia di  Sarah Smith e Barry Cook. GBR/USA Animazione 98′)
Ritorna lo studios (Sony Picture Animations) autore della serie Boog & Eliot (ma anche de “I Puffi” e “Piovono polpette”) con questo insolito ma riuscitissimo film di animazione. Come fa Babbo Natale a consegnare ogni anno milioni di regali in una sola notte? Semplice, è aiutato da un esercio di elfetti e segue una rigida agenda di consegna. Accade però che nel marasma di doni da portare ai bambini di tutto il mondo, Babbo Natale e il suo erede, il figlio maggiore Steve, si dimentichino di recapitare un dono. Sarà il secondo genito Arthur a tentare di risolvere il problema con il suo piano arzigogolato da completare a due ore dalla mezzanotte del Natale

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