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Mausoleo dei caduti di Kindu


L’undici novembre 1961 tredici piloti italiani furono uccisi nei pressi di Kindu nell’odierna Repubblica del Congo (allora chiamata Zaire).
Erano aviatori (cinque ufficiali e otto sottufficiali) della 46a Brigata Aerea di Pisa partiti dall’aeroporto di Pisa con due C-119 carichi di viveri e medicinali da destinare alle popolazioni nell’ambito di una missione di pace decisa dall’ONU.

Dopo essere atterrati ed aver eseguito le operazioni di scarico, gli equipaggi dei due velivoli si recarono alla mensa del contingente ONU situata fuori dell’aeroporto.
Non fecero più ritorno: un gruppo di soldati congolesi “irregolari” li aggredì, uccise uno degli ufficiali e trascinò gli altri nella prigione della città dove i membri degli equipaggi vennero trucidati.

Dopo l’accaduto le autorità pisane e quelle nazionali decisero di dedicare un monumento ai caduti di Kindu da edificare nei pressi dell’aeroporto di Pisa da dove i C-119 erano decollati e ne affidarono l’ideazione a Giovanni Michelucci: uno dei principali architetti italiani del ‘900 (ha progettato il grattacielo di Piazza Matteotti a Livorno, la Stazione di Santa Maria Novella Firenze e la Chiesa dell’Immacolata concezione della Vergine a Longarone).

In seguito a una serie di tagli decisi dalle autorità il progetto viene fortemente ridimensionato, e il Mausoleo dei caduti di Kindu fu “ridotto” a una cappella votiva, isolata e circondata da un prato nel quale sono disposti tredici massi: tredici lapidi stilizzate che commemorano e ricordano i caduti.

L’interno della “cappella” ha una pianta trapezoidale suddivisa in aree da otto pilastri metallici e dal ballatoio. Le tombe degli avieri sono realizzate in marmo nero e addossate alla vetrata.

L’essenzialità delle superfici, la voluta mancanza di apparati decorativi e il “grigio” design proto-industriale delle struttura, evidenziano la luminosità dello spazio che esalta la forza evocativa delle sepolture.

Foto di Veronica Lorenzetti

Mausoleo dei caduti di Kindu
via Caduti di Kindu, 1
Accesso: solo durante cerimonie e ricorrenze (l’interno del mausoleo è comunque parzialmente visibile dall’esterno)


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