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A tutto Rock!


di Lorenzo Cavalca

I Verdena

I Verdena (in senso orario): Alberto Ferrari (voce e chitarra), Luca Ferrari (batteria), Roberta Sammarelli (basso)

È una piovosa giornata di fine estate (quella che ha portato all’annullamento del concerto di Zamboni-Baraldi al Metarock) quando dall’altra parte del telefono risponde un cordialissimo Luca Ferrari, batterista dei Verdena, band bergamasca che sarà la “capofila” della settima serata musicale del festival Metarock. L’8 settembre siete a Pisa. È la prima volta che suonate dalle nostre parti? Che aspettative avete?

«No abbiamo già suonato a Pisa, proprio al Metarock anche se in un’altra location: era il 2007 e aprivamo il concerto degli Evanescence. Poi siamo passati anche dalle parti di Castelfranco di Sotto. L’obiettivo? Beh è quello di fare un bel concerto e di far scatenare il pubblico.»

Dopo la data di Pisa e quella di Sesto San Giovanni, partirete per un mini tour europeo. Quale riscontri avete dall’estero e che differenze trovate che ci siano tra suonare in italia e farlo in un paese straniero?

«Ci sono delle differenze enormi. All’estero non ci conosce nessuno, suoniamo in pub e in locali che ospitano  200/300 persone al massimo: fare concerti fuori dall’Italia è un po’ come ricominciare da zero, ma è divertente. »

State ancora promuovendo “Wow”, album doppio pubblicato a gennaio (e che ha esordito al secondo posto nella classifica italiana): un disco ricco di sfaccettature musicali, partiture variopinte e pieno di suoni e colori: ci sono brani evocativi (come “Razzi Arpie Inferno” e  “La voce dentro”), cavalcate elettriche (il “Nulla di O”), tracce rock (“Loniterp”), ballate (“Scegli me”). Ci vuole un bel coraggio a pubblicare oggi un “doppio”: da dove vi è venuta l’ispirazione per fare un disco del genere?

«Tutto è nato dalle session in sala prove. Alla fine ci siamo trovati con tanto materiale e abbiamo deciso di pubblicare un doppio album. Il nostro atteggiamento è sempre lo stesso: ci piace sbizzarrirci, tentare sempre qualcosa di diverso. Per indole facciamo sempre molta attenzione a non ripeterci e a evitare di comporre pezzi che non suonino nuovi. Anche per “Wow” avevamo già in cantiere delle canzoni più tirate, più rock, sullo stile insomma di quelle presenti in “Requiem” (precedente album della band pubblicato nel 2007 – NDR), ma non le abbiamo utilizzate e abbiamo deciso di “mettere” sull’album esclusivamente brani che staccassero totalmente dal repertorio precedente. »

Ho letto che l’Universal ha impiegato quasi tre mesi per dare un parere sull’album. Come è lavorare per una major? Restringe il vostro campo di azione, vi pone dei limiti o siete completamente liberi e operate in piena autonomia?

«Facciamo quello che vogliamo, siamo liberi. Abbiamo messo in chiaro fin da subito che tutto, dalla scelta della copertina dell’album alla selezione delle tracce da pubblicare, dipende da noi. È ovvio che la Universal dia il suo parere, ma l’ultima parola spetta sempre a noi.»

Ci sono degli ascolti particolari o degli artisti che vi hanno influenzato o “contagiato” nella composizione di “Wow”?

«Sì. Per quanto mi riguarda mi sono avvicinato alle session dopo ripetuti ascolti di “Yoshimi Battles the Pink Robots” dei Flaming Lips: un album semplicemente mostruoso, mentre Alberto (Ferrari voce e chitarra del gruppo, fratello di Luca – NDR) ha ascoltato molta roba dei Beach Boys  che lo ha portato a inserire in “Wow” cori e melodie vocali. »

Qual è il vostro metodo di composizione: arriva qualcuno con un’idea in studio e la modificate, oppure tutto nasce dalle jam-session?

«È difficile dare una risposta: non c’è un sistema unico. Per “Wow” Alberto è venuto con quattro demo che abbiamo poi elaborato in studio. Il resto delle tracce è nato dalle “jam” e da alcuni “spunti” che avevo scritto in passato sempre con mio fratello. »

Avete esordito nel ’99 con “Verdena” e parte della critica musicale vi ha subito “bollato” come la versione italiana dei Nirvana. A quell’epoca però il grunge era già “morto e sepolto”. Se si devono fare dei paragoni musicali, i Verdena del tempo avevano influenze stoner-rock. Tu come definiresti la vostra musica?

«Musica rock fatta da “pervertiti” del pop, non saprei dare un’altra definizione.»

Come sono cambiati i Verdena dal primo album a “Wow”?

«Sono cambiati molto ma è stato un percorso naturale. Dopo il primo album abbiamo avuto l’opportunità di dedicarci completamente alla musica e di suonare tanto così da aprire ulteriormente i nostri orizzonti musicali. Come dicevi, ci hanno subito affibbiato l’etichetta dei “Nirvana italiani” ma questo ci ha stimolato a far vedere al pubblico e alla critica che potevano fare qualcosa di diverso. Ovvio che il gruppo di Kobain ci piaccia, ma sapevamo e sappiamo che la nostra proposta musicale è figlia anche dello stoner, di certa psicadelia, che abbiamo “inserito” in dosi massicce nel secondo album “Solo un grande sasso”, del pop e del rock. Credo insomma che la nostra sia una proposta musicale “personale”.»

Una domanda che ti avranno già fatto innumerevoli volte: quali sono i tuoi drummer di riferimento, i batteristi e gli artisti che ti hanno ispirato a “imbracciare” le bacchette?

«Il primo è stato senza dubbio David Grohl dei Nirvana. Poi sono arrivati Dale Crover dei Melvins, Håkon Gebhardt dei Motorpsycho e Steven Drozd dei Flaming Lips. Mi piacciono molto poi i batteristi rock degli anni ’70.»

Quelli che hanno fissato le coordinate stilistiche del Rock con R maiuscola.

«Esatto sono i maestri, Jason Bonham e Keith Moon su tutti

Avete già cominciato a “buttare giù” qualcosa per il prossimo album?

«No è tutto in alto mare. Ci penseremo dal 2012 e ora come ora non saprei proprio dire che caratteristiche l’album avrà. Intanto completiamo il tour all’estero, poi mi piacerebbe autoprodurre un sette pollici con un paio di tracce da pubblicare in autunno.»

Verdena + (RHumornero, Venkmans, Misere De La Philosophie, We Donʼt Like Us, Diswoned) – Metarock Festival – Piazza Terzanaia nel Parco La Cittadella Pisa 8 settembre
Biglietto 10 euro

Per Informazioni
Tel. 05040821
www.metarock.it

Verdena
www.verdena.com
www.myspace.com/verdena
www.facebook.com/pages/Verdena/185573464786811?v=wall

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