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I Primi della Lista: intervista a Roan Johnson


di Lorenzo Cavalca

i Primi della Lista, il film del regista pisano Roan Johnson

La locandina de "i Primi della Lista" il film del regista pisano Roan Johnson

Battesimo pisano (al Multisala dell’Isola Verde, dall’11 novembre) per “I Primi della lista“, film del regista Roan Johnson, padre inglese e madre italiana ma pisanissimo di spirito e di adoazione. La pellicola è stata accolta favorevolmente al festival del cinema di Roma, dove è stata presentata e ha avuto anche riscontri positivi sui grandi quotidiani nazionali. Ne hanno parlato La Repubblica e il Corriere della Sera che ha dedicato al film una recensione scritta dal critico Paolo Mereghetti che ha apprezzato in particolare il taglio ironico e il fatto che “I Primi della Lista” abbia sfatato un tabù: quello che si possa ridere e scherzare anche sul “68” e dintorni. La storia del film è ambientata Pisa: Renzo Lulli e Fabio Gismondi (interpretati da Francesco Turbanti e Paolo Cioni) vanno a trovare Pino Masi (Claudio Santamaria), bardo degli inni degli anni della contestazione (è l’autore di “la Ballata del Pinelli” e dell’inno di Lotta Continua). Quella che doveva essere una tranquilla serata di musica diventa invece l’inizio di un viaggio di fuga dell’Italia. Una telefonata del solito ben informato dà infatti oramai per prossimo un colpo di stato e la dura repressione: i tre sarebbero addirittura i primi della lista. dei “dissidenti”. Lulli, Gismondi e Masi intraprendono così un viaggio in auto che si trasforma in un’epopea picaresca ricca di situazioni esilaranti, in un intreccio di paure, complotti fantasmi e ideali. Tanto assurdo però l’allarme del colpo di stato non doveva essere, visto che storicamente proprio nel 1970 ci fu il tentativo di golpe, fallito, organizzato dal generale Valerio Borghese e dal Fronte Nazionale. La Kinzica ha intercettato il regista Roan Johnson in viaggio verso Torino, dove sarà presentata l’anteprima nazionale del film. Ecco quello che ci ha raccontato.

Da dove è nata l’idea di realizzare un film su una vicenda così “strana” ambientata nel periodo del ’68?
«A Pisa circolava la storia di questi tre che nel 1970 decidono di scappare all’estero per la minaccia “fantasma” di un golpe militare. L’ho sentita raccontare varie volte anche io, pensavo però si trattasse di una leggenda metropolitana. Ho scoperto che la storia era vera quando mi sono imbattutto nel soggetto scritto dallo stesso Lulli che raccontava queste vicende: un testo fantastico che narrava di questa fuga in un modo poetico e disincantato. Lulli da tanto tempo voleva farci un film, ma ho messo subito le mani avanti…»

Quali erano le perplessità?
«Beh il film che ne sarebbe venuto fuori sarebbe stata una commedia che parla di politica, senza donne, una “roba” che credevo impossibile da fare oggi nel nostro Paese. Però il soggetto era forte, meritava una trasposizione cinematografica. Così ho pensato che poteva essere interessante farci un documentario, intervistando i protagonisti della storia e quelli del periodo pisano di quegli anni

Il documentario poi non è mai uscito, mentre la commedia senza donne che parla di politica è ora sugli schermi.
«Sì, è accaduto che il produttore Carlo degli Esposti ha dato un’occhiata al soggetto, e questo gli è piaciuto molto. Ha scartato l’idea del documentario e ha puntato sul film… così la “macchina” ha iniziato a muoversi.»

Trattandosi di una vicenda pisana è stato inevitabile girare a Pisa.
«Sì, per forza e da pisano è stato un piacere. Abbiamo girato in via delle Sette Volte, lungo i Lungarni, in Piazza dei Cavalieri e anche in periferia nella zona di via dei Condotti.»

Claudio Santamaria (“Baciami Ancora”, “007 Casino Royale”, “Romanzo Criminale”, “L’Ultimo Bacio”) come è stato coinvolto nel film?
«Beh c’è stato un lungo accerchiamento di  e-mail, poi quando ci siamo incontriati e abbiamo parlato, ci siamo subito “trovati”: c’era, e c’è, una grossa sintonia tra di noi e così Claudio ha deciso di abbracciare questo progetto. È stato fantastico. Avavamo poco tempo per fargli familiarizzare con il pisano, ma ha stupito un po’ tutti. Si è immerso subito nella nostra parlata riuscendo a renderla vera e autentica

La scelta di raccontare questa vicenda degli anni della contestazione con un taglio così ironico e scherzoso quanto dipende dal soggetto di Lulli e quanto dalle tua volontà di regia?
«In gran parte deriva dal soggetto di Lulli. Credo che questo taglio inusuale, ironico e anche disincantato, derivi dal fatto che le vicende raccontate si verificano neil primo periodo del fenomeno ’68, quando gli anni di piombo erano lontani e gli effetti del ’68 erano vissuti con gioia, con una certa incoscienza, con positività e senza preoccupazioni.»

Che aspettative hai?
«Sono molto contento del film e di come la pellicola è stato accolta dalla critica. Abbiamo avuto recensioni lusinghiere. Per il riscontro di pubblico non sono tanto ottimista: “I primi della lista” è distribuito con 19 copie su tutto il territorio nazionale, si tratta di una commedia che parla di politica, ovvio spero vada bene, boh…vediamo quello che succede

Roan Johnson, Claudio Santamaria e gli altri attori del cast incontrano il pubblico l’12 novembre prima della la proiezione (ore 20:25) del film al Cinema Isola Verde

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