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“Il Sommo Poeta” e Pisa


Dopo Firenze, Verona e Ravenna c'è una città legata alla vita di Dante: Pisa. Se ne parla al convegno  "Enrico VII, Dante e Pisa" (24-26 ottobre)

Dopo Firenze, Verona e Ravenna c’è una città legata alla vita di Dante: Pisa. Se ne parla al convegno “Enrico VII, Dante e Pisa” (24-26 ottobre)

Settecento anni fa, nel 1313, l’imperatore Enrico VII veniva sepolta a Pisa dietro l’altaremaggiore di Santa Maria Assunta (il Duomo) e nello stesso anno Dante Alighieri ultimava la stesura “De Monarchia” il suo trattato politico. Per celebrare questo doppio anniversario è previsto il convegno “Enrico VII, Dante e Pisa. A settecento anni dalla morte dell’imperatore e dalla Monarchia (1313-2013)“: una tre giorni di studi (dal 24 al 26 ottobre) organizzata dai dipartimenti di Filologia, letteratura e linguistica e di Civiltà e forme del sapere dell’Università di Pisa insieme alla Società Storica Pisana con la collaborazione dell’Opera della Primaziale di Pisa, del Comune di Pisa e della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato.

Le prime due giornate, 24 e il 25 ottobre, saranno a Pisa, nella Sala delle Baleari del Comune riaperta dopo un prezioso restauro, e nell’Auditorium dell’Opera del Duomo. La giornata conclusiva del 26 ottobre si terrà nell’Auditorium di Palazzo Grifoni a San Miniato. Nelle cinque sessioni studiosi italiani e stranieri illustreranno la situazione dell’Italia e di Pisa al tempo di Enrico VII dai punti di vista istituzionale, finanziario, politico, letterario, artistico e culturale.

Trait d’union di questo evento pisano è la tesi di un legame soprendente tra il fiorentino Dante e il “Vituperio delle Genti”, la città della Pisa dove il “De Monarchia” sarebbe stato scritto proprio per l’Imperatore Enrico VII che con la sua corte visse nella città della Torre (presso l’Arcivescovato, nel palazzo della famiglia Gambacorti in Corso Italia e  presso un palazzo non identificato) dal 1312 al 1313 mentre tentava (con sorti altalenanti) di riportare il potere imperiale nell’Italia Comunale. Nel “Del Monarchia” Dante chiarisce il suo punto di vista tra il potere temporale (rappresentata dall’imperatore) e quello religioso (rappresentato dal papa) sottolineando come i due siano su piani diversi e come al secondo non spettasse “occuparsi” delle pratiche di governo come invece Papa Bonifacio VIII stava facendo tentando di influenzare il governo del Comune di Firenze….e Dante nutriva fiducia che la discesa in Italia dell’imperatore potesse aiutare la “sua” città.

Enrico VII, Dante e Pisa. A settecento anni dalla morte dell’imperatore e dalla Monarchia (1313-2013) – 24/26 ottobre Pisa e San Miniato

Per informazioni
Università di Pisa
web www.unipi.it

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