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Musica Nuda live


di Lorenzo Cavalca

Musica Nuda: Ferruccio Spinetti e Petra Magoni

Musica Nuda (Ferruccio Spinetti e Petra Magoni) live il 13 Dicembre al Teatro Era di Pontedera per Utili Sociali

Al Teatro Era di Pontedera si svolgerà il 13 Dicembre  Utili Sociali, l’evento benefico organizzato dall’associazione provinciale di Pisa di Cna per la raccolta di fondi a sostegno di due progetti di solidarietà Emergency e El Comedor Estudiantil Giordano Liva. L’attrazione principale della serata sarà il concerto pisano, organizzato in collaborazione con il Comune di Pontedera e la Fondazione Pontedera Teatro e presentato dall’attore Paolo Giommarelli, che vedrà salite sul palco i Betta Blues Society, band di blues acustico che ha da poco dato alle stampe il primo omonimo album, e Musica Nuda, il duo costituito da Petra Magoni (voce, ex-cantante dei Senza Freni e già autrice di un paio di dischi da solista e di uno pop-dance targato “Sweet Anima”) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso, e con alle spalle quindici anni con gli Avion Travel). LaKinzica non si è lasciata scappare l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con i due artisti, autori “in coppia” di sei album (cinque in studio e uno dal vivo) che hanno riscontrato un crescente successo. Apre Petra Magoni (PM) e chiude Francesco Spinetti (FS).

Come siete stati coinvolti nella serata “Utilisociali”?
PM «Abito a Pisa, sono stata contattata dagli organizzatori e da Paolo Giommarelli che conosco ormai da 20 anni. Siamo felici di riuscire a fare del bene attraverso la musica che amiamo. Contribuire a una serata del genere ci sembra il minimo che possiamo fare

Musica Nuda è il duo che avete messo insieme dal 2003/2004: in genere ci si accorge che un progetto musicale funziona quando arriva il discografico di turno che dice “puntate su questi pezzi” o “optate per questo genere”. Musica Nuda sembra funzionare perché dà l’impressione che sia un qualcosa nato e cresciuto spontaneamente senza condizionamenti esterni: solo voi e la vostra sintonia musicale. È corretto?
PM «È proprio così. Io e Ferruccio ci siamo incontrati per caso e con grande entusiasmo ci siamo buttati in questa avventura senza aspettarci niente. Pur nella totale spontaneità non eravamo proprio degli sprovveduti avendo già diversi anni di esperienze nell’ambiente musicale e fin da subito abbiamo voluto che fosse ben chiaro che siamo i produttori di noi stessi, gli unici responsabili delle scelte artistiche, e non, e i proprietari dei master dei nostri dischi. Ovviamente ascoltiamo i consigli delle persone che ci sono vicine, coloro che lavorano con noi, gli amici e i familiari. Siamo però solo io e Ferruccio a decidere quello che riteniamo più opportuno

Musica nuda è nata come una versione “nuda e cruda” di cover, di brani di classica rock e jazz, che fanno risaltare il pathos, i silenzi e la purezza della note: come scegliete e avete scelto le tracce da coverizzare? Gusti musicali, notorietà o non notorietà del pezzo?
FS «Solo seguendo i nostri gusti musicali. Non è certo la notorietà di un brano che ci fa decidere di eseguirlo. TI faccio l’esempio de “Il cammello e il dromedario”, un brano del Quartetto Cetra non certo famosissimo ma che ha avuto nuova vita grazie a Musica Nuda. Da sempre scegliamo i brani, siano cover o tracce originali, in base a quanto ci emozionano e al desiderio che ci trasmettono di suonarli.»

Quale è stata, se c’è stata, la difficoltà maggiore nel suonare in due davanti al pubblico solo con voce e contrabbasso senza sezione ritmica o altri strumenti che vi diano un po’ di “tregua”?
PM «Per quanto mi riguarda, ma credo che lo stesso valga anche per Ferruccio, non c’è stata nessuna difficoltà. Anzi! Ho da subito percepito una grande libertà di utilizzare la voce in molti modi, dal sussurro al grido, dai respiri ai colpi. Quello che un po’ ci intimoriva era durante i concerti riuscire a mantenere l’attenzione di un pubblico vasto: già dalla prima serata ci eravamo accorti della grande presa che riuscivamo ad avere nei piccoli club, ma da li ad aspettarsi le 1.200 presenze dell’ultimo concerto all’Auditorium di Roma non è cosi’ automatico!»

Ho letto che in Francia “etichettano” la vostra proposta musicale come Jazz? La sentita vostra questa etichetta? Il genere di Musica Nuda è in effetti piuttosto difficile da classificare: voi come la definireste?
FS «Per me è un valore aggiunto il fatto di essere poco catalogabili! Detto questo secondo me c’è tanto Jazz nel nostro duo. Basti pensare alla formazione Contrabbasso e Voce. Per me Jazz vuol dire come prima cosa “libertà ed improvvisazione” e in Musica Nuda credo ci sia tanto dell’una e quanto dell’altra

“Complici” è il primo album che ha in prevalenza brani inediti: quali sono stati i riferimenti stilistici (band, artisti, generi) per la realizzazione dell’album?
PM «Come al solito il nostro metro sono stati i nostri gusti, sia nella scelta dei brani registrati (piu’ di 50 e tutti validi) sia nella difficile scrematura per comporre la scaletta adatta al disco.»

Come sono nati i pezzi inediti di “Complici”: in studio o da jam-session?
FS «I brani inediti scritti da me e Petra hanno genesi diverse: ci sono molteplici modi per comporre. A volte è nata prima la musica e poi il testo come in “Cinema”, in altri casi accade il contrario. Altre volte addirittura gli spunti più interessanti arrivano durante i soundcheck: Alessio Lotti, il nostro fidato fonico, ci registra “al volo” e poi ci spedisce le follie che abbiamo suonato sul palco.»

Quanto sono importanti le nuove tecnologie per veicolare e fare conoscere la vostra musica? Avete come Musica Nuda toccato con mano i “benefici” di YouTube, Last.fm o MySpace?
PM «Sicuramente strumenti come questi sono stati fondamentali per la diffusione del nostro progetto che non ha mai goduto di particolari attenzioni da parte dei media tradizionali. Grazie a YouTube abbiamo avuto modo di essere scoperti, e poi invitati a suonare, in molti festival internazionali. Io stessa utilizzo molto YouTube per tenermi informata delle novità musicali, soddisfare la curiosità per questo o quell’artista dopo una recensione, un articolo o una chiacchierata tra amici.»

Nonostante Musica Nuda abbia venduto migliaia di copie, la critica italiana vi considera sempre “artisti di nicchia” forse perché “non allineati” con la musica mainstream: una concezione che è figlia del fatto che i mass media italiani (radio e Tv) propongono sempre artisti del solito genere. Siete soddisfatti di come e quanto tv radio e giornali italiani “parlano” di Musica Nuda o, come dire, si potrebbe fare di più?
PM «Questo è un discorso lungo…..ci sono molti dischi che non entrano nelle classifiche delle vendite pur raggiungendo numeri importanti: non ci rientrano perché anziché essere venduti in poche settimane e stop hanno una diffusione più lenta ma più duratura rispetto a molti dischi “usa e getta”. Noi, come tanti altri progetti che hanno un seguito che ormai non si può più definire “di nicchia” ma che non hanno corrispondente visibilità sui media, siamo fra questi: per le classifiche vengono calcolati i CD inviati ai negozianti, e non le vendite effettive al pubblico, senza tener conto dei resi che di questi tempi superano spesso il 50% dei dischi considerati venduti… Credo che progetti “alternativi” come il nostro (e uso il termine “alternativo” nella sua accezione primaria, non certo secondo il significato che ha assunto negli ultimi anni!) facciano paura al sistema, perché mostrano vie diverse di arrivare a farsi apprezzare. È piu’ comodo proporre “artisti” innocui, che danno sicurezza, che non scardinano le idee preconcette. Quali? Noi (come molti altri) siamo la dimostrazione vivente che nel “music-business” non è fondamentale avere un produttore, che non è necessario uscire da un talent, che non è importante farsi vedere ma cominciare a suonare…..sembrerebbe l’ABC, ma non lo è. Nel nostro Paese ci sono artisti validissimi che riempiono piazze e teatri, ma dei quali si sa poco o nulla, e poco o nulla ci viene mostrato. Faccio qualche nome Paolo Benvegnù, il Teatro degli Orrori, Cristina Donà e un cantautore veramente innovativo che ho scoperto da poco ma che già amo che genialmente si fa chiamare “Iosonouncane”. Dall’altra parte ci sono x, y e z che magari sono spesso in tv e di cui conosciamo viso e fattezze ma che non hanno pubblico ai loro concerti soprattutto se sono a pagamento. Siamo soddisfatti del nostro percorso coerente e del pubblico che, lentamente ma inesorabilmente, continua ad aumentare. Crediamo nella qualità della proposta di Musica Nuda. Saremmo ovviamente felici di avere più spazio per farci conoscere, ma crediamo che valga più il passaparola fra amici che pagine e pagine di pubblicità pagata. Anche per questo Internet (YouTube specialmente) è uno strumento fondamentale.»

Come è lavorare con una major (La EMI) alle spalle?
FS «Per quanto ci riguarda sono sempre le persone e non le etichette a fare la differenza. Con la Blue Note ci siamo trovati abbastanza male in Francia quando abbiamo firmato con la filiale francese dell’etichetta per  “55/21”. Tutt’altra storia è stata in Italia quando con “Complici” ci siamo accasati alla Blue Note Italia nel 2011. Ci hanno seguito sin dall’inizio con entusiasmo e passione. Hanno un ottimo ufficio stampa e le persone cone le quali lavoriamo sono gentili e disponibili. Detto questo spesso lavorano bene anche le etichette indipendenti. Ripeto, sono le persone che fanno la differenza.»

Cosa c’è nella Petra di oggi della Petra dei Senza Freni, di quella di San Remo e di quella elettro-pop di “Sweet Anima”?
PM «Sicuramente tanto dell’esperienza dei “Senza Freni”, che peraltro continuano a suonare e per i quali ho prodotto il disco “Terribile Funk”  uscito lo scorso anno. Con loro avevo sul palco la stessa sensazione di libertà che ho con Ferruccio, anche se ovviamente più folle, acerba e inconsapevole. Delle altre esperienze, seppur importanti, mi rimane la voglia di non trovarmi più in situazioni simili, ovvero di stare su un palco importante senza credere veramente in quello che propongo (Sanremo) o di fare uscire un disco che non mi convince pienamente (“Sweet Anima”)

Ferruccio collaborerai ancora con gli Avion Travel in studio o dal vivo?
FS «Gli Avion Travel sono praticamente fermi. Ognuno di noi, e mi riferisco al sestetto storico, ha creduto ed investito nei propri progetti personali riscuotendo per fortuna molto successo. Eravamo come i Subsonica, per intenderci, nel senso che da sempre ogni elemento del gruppo collaborava con altri artisti. A differenza del gruppo torinese non abbiamo avuto la lucidità, e forse il coraggio, di fermare il calendario concerti e ritrovarci magari anche dopo 2 anni di stop con nuovo entusiasmo e stimoli per risuonare insieme o fare un nuovo disco. Non ti nascondo che mi farebbe piacere anche tra 2-3 anni poter fare un tour (anche solo di 15 date) col gruppo con quale sono cresciuto e con le persone con cui ho passato 15 anni della mia vita. Ne abbiamo parlato e chissà che non accada prima o poi.»

Quali sono i vostri progetti per i prossimi mesi?
PM «A dicembre saremo a Betlemme per un concerto con l’orchestra RAI di Torino all’interno della Chiesa della Natività. Da Gennaio al primo Aprile saremo in tour col “Sogno di una notte di mezza estate” di W. Shakespeare nei teatri italian. La regia è di Gioele Dix e il cast è composto da comici dell’area Zelig. Oltre ad occuparmi della parte musicale interpreterò il ruolo di Puck, una cosa assolutamente nuova per me. Riprenderemo a fare tour come Musica Nuda da Aprile in poi.»
FS «Petra continuerà ad essere la regina della Notte del Flauto Magico di Mozart secondo l’orchestra di Piazza Vittorio. Io ho un nuovo Cd in uscita nel 2012 realizzato con un gruppo che si chiama InventaRio (ha già pubblicato un album nel 2010)  Oltre a me i componenti sono Giovanni Ceccarelli al piano, Francesco Petreni alla batteria, Dadi Carvalho alla chitarra. Questa volta interpreteremo solo brani di Ivan Lins (musicista e compositore di jazz e musica popolare brasiliana NDR) che è parte integrante del progetto dato che è stato con noi a Siena a Novembre per registrare l’album. È stata una grande emozione. Tra gli ospiti del discono ci sono Petra, Maria Pia De Vito (cantante partenopea di jazz, folk e musica napoletano), Fabrizio Bosso (trombettista jazz di livello internazionale che ha collaborato con Raphael Gualazzi) ed altri musicisti italiani che omaggeranno questo grande artista brasiliano.»

A quando un nuovo album targato Musica Nuda? Avete già qualche idea? Sarà di brani inediti o di cover?
FS «Abbiamo fin troppe! Per ora quella che vince sulle altre prevede l’uscita di un nuovo CD nel gennaio 2013 quando festeggeremo i 10 anni di Musica Nuda. Ci piacerebbe avere sul palco anche un’orchestra che ci accompagni nell’esecuzione dei brani. Chissà che il sogno non diventi realtà’. Si tratta di un progetto completamente in contrasto con l’ultimo CD “Complici” nel quale suoniano solo io e Petra. Per fare dei bei dischi secondo me un’artista deve sorprendersi lui stesso per primo.»

Utili Sociali e concerto di Betta Blues Society e Musica Nuda – 13 dicembre Teatro Era (Pontedera)

Biglietto 15 euro

Per informazioni
web www.cnapisa.com

Betta Blues Society
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Musica Nuda
www.musicanuda.com
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