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Kee Marcello a Pisa


di Lorenzo Cavalca

Kee Marcello, l'ex-chitarrista di Europe ed Easy Action live al the Jungle il 10 agosto!

Kee Marcello, l'ex-chitarrista di Europe ed Easy Action live al the Jungle il 10 agosto!

Il 10 agosto al The Jungle di Cascina arriva un grande della musica il chitarrista (cantante) Kee Marcello, chitarrista degli Easy Action e poi degli Europe con i quali ha realizzato il tour di the Final Countdown e gli album “Out of This World” e “Prisoners in Paradise”. Il concerto pisano di Kee Marcello (biglietto 8 euro) sarà aperto dagli Aphasia (tribute band degli Europe). Abbiamo incontrato un cordiale, loquace e disponibilissimo Kee che ha risposto alle domande de LaKinzica (per l’intervista in inglese, fate click qui).

Ciao Kee, innanzitutto benvenuto a Pisa, o meglio a Cascina. Se non sbaglio non è la prima volta che suoni in Toscana. La prima domanda allora è d’obbligo: cosa ti piace di più del nostro Paese? E poi qual è la formazione che ti accompagnerà per questo tour italiano?
«Grazie! Sì ho suonato già a Pisa un paio di volte, e la città e la Toscana in genere mi piacciono un sacco. L’Italia è una seconda casa per me. In Italia ho suonato in tanti di posti. Mi piace proprio passare il tempo dalle vostre parti, il cibo, il vino…che devo aggiungere!!! Durante le mie scorribande ho conosciuto anche tanti ottimi musicisti, alcuni dei quali suoneranno con me in questo tour: si tratta di Marzio Ker alla chitarra,  Roberto Basetti alle tastiere, Roberto Capetti al basso e Fabio Minelli alla batteria.»

Il tuo ultimo album è “Redux: Europe”, una selezione di classici degli Europe ri-registrati con un nuovo approccio e arrangiamenti più “heavy”. Come è stato ricevuto il disco dal pubblico?
«L’album “Redux: Europe” contiene anche una canzone originale, la title-track. Era stata scritta originariamente nel 1993 per celebrare il trattato di Maastricht. Mi era stato chiesto di scrivere questo pezzo per chitarra elettrica e orchestra e l’idea era quella di proporlo in una cerimonia dove addirittura Luciano Pavarotti sarebbe stato chiamato ad eseguire il brano. Sfortunamente la cerminonia non si è mai svolta e io mi sono dimenticato del pezzo finché un giorno mentre ero in studio ho trovato lo spartito in una vecchia cartella nascosta in un cassetto. Insieme a Ken Sandin ho riscritto parte della canzone trasformandola in un brano che possiamo proporre dal vivo. Un’altra curiosità dell’album  è “We Go Rocking”, grande hit della mia prima band gli Easy Action. Al tempo i Poison ce la “rubarono” cambiando il testo, io li denunciai al tribunale ma poi abbiano trovato un accordo in fase extra-giudiziale. Un paio di anni fa Bret Michaels (cantante dei Poison NDR) in una sorta di intervista sembrò dimenticarsi tanto del fatto che il suo gruppo aveva “rubato” la canzone quanto dell’esistenza degli Easy Action. Nella versione della traccia presente nell’album ho cambiato il testo che racconta del fatto, dei Poison che ci avevano “preso” la canzone…ah ah ah. Tornando alla tua domanda ti dico che “Redux: Europe” ha raggiunto la nona posizione nel classifica svedese degli album. Devo confessare che questo risultato mi ha dato una grande soddisfazione. Per un artista heavy-rock raggiungere tale posizione è una bella performance. Considera che in Svezia ci sono una sacco di gruppi metal (In Flames, Hammerfall, Hardcore Superstar per citarne alcuni) che nel mio paese non sono così famosi come lo sono nel resto del mondo. È strano ma come si dice… nemo profeta in patria!!!»

La tua carriera discografica è all’insegna della ricerca di nuovi sound e della esplorazione della musica hard e heavy. Come mai allora hai sentito la necessità di pubblicare un album per riscoprire la musica del tuo passato?
«Beh perché queste canzoni hanno sempre suonato nella mia testa nel modo in cui le progongo nell’album: più dure, ruvide con un differente approccio alla voce. Intendiamoci, non sto dicendo che Joey Tempest non sia un valdio cantante, è bravissimo, ma troppo pulito per il mio gusto personale. Per capirci i miei vocalist preferiti sono Bon Scott (Ac/Dc), Gerry McGafferty (Nazareth), John Waite (Bad English, Babies) oltre a Tom Petty e Bruce Springsteen. Mi piacciono insomma i cantanti che quando li ascolti hai la sensazione, grazie a un approccio più ruvido, che credano davvero in quello che sta cantando. Inoltreho realizzato questo album anche per i fan che non avranno mai l’occasione di sentire queste tracce, con questi arrangiamenti più heavy, quando vanno a sentire gli Europe dal vivo. »

Hai in programma di pubblicare la tua biografia “The Rockstar God fergot” anche in Italia? E a tuo parere qual è stata la cosa più difficile e quella più facile nello scrivere il libro?
«Certamente, anche se oggi non so ancora quale sarà la data di pubblicazione di “The Rockstar God fergot”  nel vostro Paese. La cosa più difficile nello scrivere è stata ricordare quanto vicino sono stato alla morte: quando ha vissuto nei Caraibi e a Los Angeles ho abusato largamente di cocaina. Mi ritengo fortunato ad essere ancora vivo. La cosa più semplice invece è stata proprio scrivere. Mi è sempre piaciuto scrivere fin da quando era piccolo. Ho sempre voluto diventare un autore, uno scrittore intendo, ancor prima di imparare a suonare la chitarra.»

C’è stato momento della tua vita passata che vorresti che fosse andato diversamente?
«Beh a un certo punto sono stato coinvolto in progetto battezzato “EPIC guitar”: tutti i chitarristi sotto contratto con la Epic dovevano fare un album insieme. Io, Jeff Beck, Stevie Ray Vaughn,  Neal Schon e Vernon Reid. Roba grossa. Alla fine non se ne fece niente perché Stevie Ray Vaughm morì in un incidente di elicottero. Mi manca molto Stevie, era un grandissimo.»

Gli Europe si sono sciolti nel 1993 dopo il tour di “Prisoners in Paradise” (a mio giudizio una delle vette nella carriera del gruppo). Qual è stata la causa dello scioglimento?
«Il Grunge!! Al tempo realizzammo che non era il tempo giusto per un nuovo album della band e decidemmo di prenderci un break indefinito…»

Sei entrato nel gruppo nel 1986 per il tour di “Final Countdown”. Come è stato il passaggio dagli Easy Action a una band che occupava le copertine dei magazine di musica, suonava in arena con migliaia di spettatori ed era in cima alle classifiche di vendita di quadi ogni paese? Non ti sei sentito un po’ frastornato?
« Ehi guarda che anche gli Easy Action erano una grande band! Con loro ho suonato di fronte a migliaia di persone e sono apparso nelle cover delle riviste prima di entrare negli Europe!  Gli Easy Action sono stati la prima band svedese a firmare per una major americana. Questo è accaduto nel 1983 (con la Sire) ben prima che “firmassero” gli Europe. Ero uno dei musicisti più preparati a sostenere il clamoroso successo che ebbero gli Europe, inoltre era anche più grande degli altri ragazzi della band.»

Durante il capodanno del 1999 gli Europe si riunirono per uno concerto a Stoccolma con due chitarristi e una formazione a sei elementi. La domanda allora è: perché non sei stato più coinvolto nei successivi progetti del gruppo?
«Pensavo che la formazione a sei fosse una buona idea..fatto sta che non mi vollero nella band e non ho alcuna idea del perché senza contare che mi devono un bel mucchio di quattrini. Mi arrabbio ancora se penso a come mi hanno trattato.  Guarda gli Iron Maiden. Hanno in formazione i tre chitarristici storici, questo perché la band è mossa dalla passione per la musica . Che cosa spinge gli Europe ad aver fatto una scelta diversa? Non lo so, forse i soldi?»

Quali sono i gruppi che ti hanno influenzato maggiormente come artista e chitarrista?
«I Thin Lizzy. Io e gli altri ragazzi degli Easy Action li abbiamo frequentati a Londra e a Stoccolma e dico che sono orgoglioso di aver conosciuto Phil Lynott. Era un genio. Il suo modo di cantare è unico. Non importa quale cantante abbiano oggi i Thin Lizzy, nessun può rimpiazzare Phil. Tra gli altri cantanti mi piace molto Mike Patto mentre tra i chitarristi la mia preferenza va a Ollie Halsall (chitarrista inglese dei Patto e maestro nell’uso del vibrafono).»

Sei ancora in contatto con gli altri membri degli Easy Action? C’è qualche speranza di vedere un giorno la reunion del gruppo?
«Vediamo.»

Cosa ha in programma Kee Marcello nel prossimo futuro?
«Beh innanzitutto c’è la distribuzione europea di Redux:Europe” prevista dal primo settemebre e poi il tour europeo annesso. Ho in ballo un progetto live con Glen Hughes e a dicembre parteciperò con la mia band allo “Scandinavian Glam Pack”, un tour scandinavo insieme a Pretty Maids e ai TNT. Ci sarà da divertirsi!»

Grazie per il tuo tempo Kee!
«Grazie a te. Ci vediamo a Pisa!»

Kee Marcello (+Aphasia) – 10 agosto The Jungle (ore 21:00) the Jungle (via del Porto Santa Lucia Est, presso il Teatro Politeama in via Tosco Romagnola n.656 Cascina)

Per informazioni
The Jungle
Pagina Facebook

Kee Marcello
web www.keemarcello.com

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