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Benvenuti a teatro


Alessandro Benvenuti

Alessandro Benvenuti

Il Santuario della Madonna di Ripaia di Treggiaia (Pontedera) ospiterà il primo luglio nell’ambito della rassegna l’Utopia del Buongusto lo spettacolo “M/M Me Medesimo” di e con Alessandro Benvenuti. Si tratta di un monologo che ha come protagonista Cencio: un uomo in crisi che pensando ad alta voce fa ridere, sorridere ed emozionare. Nella sua mente confusa si accavallano i suoi ricordi personali e le vicende di altri Cenci (altri falliti) e neppure il suo vecchio amore, l’alcol che gli ha devastato lo spirito il corpo e la mente, sembra essere in grado di aiutarlo. L’unico appiglio alla vita è l’amicizia, reale o inventata, con la Betty.

ll testo di Me Medesimo era nato per l’amico Andrea Cambi (che lo ha interpretato una sola volta) torna dunque in scena per mano stessa del suo autore

«Questo testo è nato durante un viaggo in treno – racconta Alessandro Benvenuti nella presentazione di quest’opera pubblicata sul suo sito- Andavo da Roma a Lamezia Terme per fare una serata di teatro un po’ senza senso: 14 ore di viaggio fra andata e ritorno per fare un borderò teatrale. Andare a Catanzaro a rimetterci dei soldi: A volte gli attori fanno queste cose, per poter dire “Ho lavoro”. Una cosa fra la pena e lo struggimento. Una cosa tenera. Un destino di rabbia. Presi la penna, non avevo la necessità di scrivere una cosa nuova, ma pian piano sul mio quadernino nacque questo racconto sul dolore, sulla paura di non riuscire a dare una sicurezza economica alla propria famiglia. I tagli alla cultura da parte del governo. La prostituzione sempre più evidente del popolo del teatro in cerca di un pubblico qualsiasi e spesso a tutti i costi. E l’anima che guarda il disfarsi dei sogni. La dura realtà del mercato. La voglia di urlare al mondo un’urgenza sentita come la tua verità. Il desiderio di continuare a credere che i progetti, la qualità, siano ancora vie possibili. Per me necessarie. Così è nato Me Medesimo. Leggendolo credo di essere riuscito ad andare oltre Benveuti  “i Gori”, oltre L’Atletico Ghiacciaia. Oltre a tutto quello che ho scritto fino ad ora. Me Medesimo non è uno spettacolo ma un pezzo di vita da vivere in palcoscenico.»

M/M Me Medesimo di e con Alessandro Benvenuti
1 luglio ore 21:30 Santuario della Madonna di Ripaia di Treggiaia
Biglietto 7 euro (biglietto più cena 19 euro)

Per informazioni
Guascone Teatro
Tel. 0587 608533 – 328 0625881
email info@guasconeteatro.it
web www.guasconeteatro.it
Biglietto 7 euro
Biglietto + cena 19 euro

 

 

È nato in treno questo testo. Ed è mutevole poiché ispirato da ciò che un treno in corsa racconta attraverso il fuggi fuggi di immagini proposte al viaggiatore da un finestrino. Andavo da Roma a Lamezia Terme. Scendevo in Calabria per fare una serata di teatro un po’ senza senso. 14 ore di viaggio fra andata e ritorno per fare un borderò teatrale. Andare a Catanzaro a rimetterci dei soldi. A volte gli attori queste cose le fanno. Per poter dire “Ho lavoro”. Per avere un giorno in più in nero sul proprio calendario. Una cosa fra la pena e lo struggimento. Una cosa tenera. Un destino di rabbia. Come utilizzare allora quelle lunghe ore di viaggio? Così presi la penna. Non c’era necessità che scrivessi una cosa nuova. Ma pian piano sul mio quadernino nacque questo racconto sul dolore. Sulla paura di non riuscire a dare una sicurezza economica alla propria famiglia. I tagli alla cultura da parte del governo. La prostituzione sempre più evidente del popolo del teatro in cerca di un pubblico qualsiasi e spesso a tutti i costi. E l’anima che guarda il disfarsi dei sogni. La dura realtà del mercato. La voglia di urlare al mondo un’urgenza sentita come la tua verità. Il desiderio di continuare a credere che i progetti, la qualità, siano ancora vie possibili. Per me necessarie.

Così è nato Me Medesimo. Ciò che credo leggendolo è che ci sono riuscito. Riuscito ad andare oltre. Oltre i Gori, oltre L’Atletico Ghiacciaia. Oltre a tutto quello che ho scritto fino ad ora. È la drammaturgia che sto cercando e che forse sta nascendo. Ci credo per davvero. Lo sento nell’eccitazione delle vene, nel formicolio dei neuroni. Mi sto esponendo, lo so e la cosa è poco teatrale. Vero, ma qualche volta è divertente scommettere. Questa non è una scheda. Non poteva esserlo. Perché Me Medesimo non è uno spettacolo ma un pezzo di vita da vivere in palcoscenico»

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